Bonus Caregiver, ISEE Elevato a 25.000€: Presto Fino a 4.800€ Alle Famiglie per l’Assistenza

Per anni il riconoscimento del lavoro svolto ogni giorno da chi assiste un familiare non autosufficiente è rimasto soprattutto una questione di principio. Adesso, però, qualcosa sta cambiando: il progetto per introdurre un sostegno economico nazionale ai caregiver familiari ha fatto nuovi passi avanti in Parlamento e il beneficio previsto dal 2027 comincia ad avere contorni molto più definiti.

Non si tratta ancora di un bonus già richiedibile. Il disegno di legge deve infatti completare il proprio percorso parlamentare. Ma il testo è stato modificato nel corso dell’esame in Commissione e, tra le novità, è stata ampliata la fascia ISEE che può accedere al contributo.

Per le famiglie che assistono quotidianamente una persona con disabilità grave, quindi, il 2027 potrebbe portare per la prima volta un bonus nazionale specificamente collegato al ruolo di caregiver.

Bonus caregiver 2027, a chi spetta il nuovo contributo

Il cuore della misura è l’articolo 13 del disegno di legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari.

Il contributo è destinato al caregiver familiare prevalente, cioè alla figura che, secondo la classificazione prevista dal provvedimento, presta il carico assistenziale più elevato. In particolare, il profilo individuato per il sostegno economico riguarda il caregiver convivente con la persona assistita e impegnato per almeno 91 ore alla settimana.

Non basta però il solo impegno assistenziale. Per ottenere il contributo sono previsti anche requisiti economici. La versione attualmente modificata del provvedimento prevede l’accesso anche per chi ha un ISEE fino a 25.000 euro, ampliando così la platea rispetto all’impostazione iniziale, che fissava la soglia a 15.000 euro.

Resta inoltre il requisito reddituale legato al lavoro: il caregiver non deve svolgere attività lavorativa oppure deve avere un reddito da lavoro dipendente lordo non superiore a 3.000 euro all’anno.

Quanto vale il bonus caregiver e come cambia con l’ISEE

Il pagamento non sarebbe mensile sul conto corrente: il contributo viene previsto come somma mensile erogata a cadenza trimestrale posticipata. Il valore massimo previsto equivale quindi a 1.200 euro per trimestre, anche se l’importo effettivamente riconosciuto sarà determinato tenendo conto delle risorse disponibili e del numero degli aventi diritto. Si tratta dunque di 400 euro al mese per chi rientra nella fascia ISEE più bassa, pari a 4.800 euro all’anno.

La novità più importante arrivata durante l’esame parlamentare riguarda la fascia compresa tra 15.001 e 25.000 euro di ISEE, inserita a seguito dell’innalzamento della soglia ISEE.

Per chi si trova fino a 15.000 euro, il contributo resta nella misura piena prevista dalla norma. Sopra questa soglia, invece, scatta una riduzione progressiva legata all’ISEE. In pratica, più aumenta l’ISEE, più si riduce il contributo. Il meccanismo è stato introdotto proprio per evitare un passaggio netto tra chi si trova appena sotto i 15.000 euro e chi supera di poco quella soglia.

Il calcolo per stabilire l’importo del bonus caregiver

In base al testo dell’emendamento al decreto, il calcolo funzionerebbe così:

“Il contributo spettante ai caregiver con valore dell’ISEE superiore a 15.000 euro e pari o inferiore a 25.000 euro è pari a quello determinato per i valori dell’ISEE fino a 15.000 euro moltiplicato per la differenza tra 25.000 e il valore dell’ISEE del caregiver e diviso per 10.000“. 

Per esempio, con un ISEE di 20.000 euro, applicando la formula prevista dall’emendamento, il contributo scenderebbe a 200 euro al mese, pari a 600 euro per il trimestre. Con un ISEE di 24.000 euro, invece, si arriverebbe a 40 euro al mese, cioè 120 euro nel trimestre.

La misura, quindi, non prevede semplicemente un bonus uguale per tutti: il valore effettivo dipenderà dalla fascia ISEE e, più in generale, dalle risorse disponibili.

Quando arriva il bonus caregiver e cosa manca ancora

Il contributo non è ancora richiedibile. Il disegno di legge C. 2789 è ancora inserito nell’iter parlamentare e, secondo l’aggiornamento del Senato del 16 settembre 2026, risultava ancora in esame in Commissione. Nella stessa data risultano approvati nuovi emendamenti (come quello all’articolo 13, appunto).

L’obiettivo della misura economica è partire dal 2027, ma perché ciò accada il disegno di legge deve prima essere approvato definitivamente e devono poi essere completati gli adempimenti necessari per rendere operativo il sistema.

Una parte importante del nuovo modello passa dall’INPS. Il provvedimento prevede infatti una piattaforma informatica per il riconoscimento del caregiver familiare, attraverso la quale registrare la posizione e il relativo carico assistenziale. Nel testo originario era prevista la disponibilità della piattaforma entro il 30 settembre 2026.

È quindi possibile parlare di un bonus che si sta pian piano avvicinando, ma non ancora di una prestazione già disponibile per le famiglie.

In attesa del bonus nazionale, i Comuni si sono già mossi

Mentre il provvedimento nazionale continua il suo percorso, sul territorio esistono già interventi destinati ai caregiver finanziati attraverso risorse nazionali, regionali o locali.

Un esempio arriva da Messina, dove il Distretto Socio-Sanitario D26 ha pubblicato un avviso per un contributo economico una tantum destinato ai caregiver familiari che assistono persone con disabilità grave o gravissima. Le domande sono aperte dal 7 settembre al 15 ottobre 2026, esclusivamente online. Le risorse complessivamente assegnate al Distretto ammontano a 108.447,99 euro, suddivise tra gli interventi destinati ai caregiver di persone con disabilità grave e quelli rivolti a chi assiste persone con disabilità gravissima. L’importo individuale non è predeterminato: sarà stabilito dopo l’istruttoria, in base alle domande ammesse e alle risorse disponibili.

È un esempio significativo perché dimostra che, in attesa di una misura nazionale uniforme, Regioni, Comuni e distretti socio-sanitari possono già mettere a disposizione propri contributi per chi svolge attività di cura.

Per le famiglie che oggi assistono un parente non autosufficiente, quindi, conviene guardare su due fronti: da una parte seguire l’iter del futuro bonus caregiver nazionale previsto dal 2027, dall’altra verificare gli avvisi pubblicati dal proprio Comune, dalla Regione o dall’ambito territoriale di riferimento.