Un Comune di poco più di mille abitanti della provincia di Rovigo potrebbe diventare un laboratorio nazionale per capire come cambierà il lavoro dei dipendenti pubblici con l’arrivo dell’intelligenza artificiale. A San Bellino nasce “Bellina”, un assistente digitale pensato per mettere in comunicazione cittadini e Comune attraverso un linguaggio semplice, simile a quello utilizzato nelle normali chat.
Il progetto sarà presentato ai cittadini martedì 29 settembre alle ore 18 nella Biblioteca comunale di San Bellino. Dietro Bellina c’è Meeple srl, spin-off dell’Università di Padova, con l’obiettivo di rendere l’intelligenza artificiale utilizzabile anche da chi non possiede particolari competenze informatiche.
Ma l’aspetto forse più interessante riguarda il lavoro negli uffici pubblici: l’IA potrà alleggerire le attività dei dipendenti e contribuire a compensare la progressiva riduzione degli organici?
Bellina va oltre il semplice chatbot informativo
Il funzionamento di Bellina va oltre quello di un semplice sistema automatico di domande e risposte. Il cittadino potrà spiegare con parole proprie ciò di cui ha bisogno, scrivendo o parlando normalmente, per ottenere informazioni oppure essere guidato nell’avvio di una pratica amministrativa.
ANSA ha descritto Bellina come un progetto pilota e un caso unico in Italia, spiegando che il sistema permette di chiedere informazioni al Municipio o avviare pratiche utilizzando un linguaggio naturale.
Secondo il sindaco Aldo D’Achille, l’obiettivo è lasciare ai dipendenti comunali più tempo per le attività a maggiore valore aggiunto e per il rapporto umano con i cittadini. Un principio particolarmente importante nei piccoli enti, dove pochi lavoratori devono spesso occuparsi contemporaneamente di numerosi procedimenti.
Meno attività ripetitive e più tempo per cittadini e pratiche complesse
Richieste sugli orari, modulistica, documenti necessari, informazioni sulle procedure e adempimenti standard occupano ogni giorno una parte del tempo degli uffici. Se alcune di queste attività potessero essere gestite almeno in parte dall’intelligenza artificiale, il personale potrebbe concentrarsi sui procedimenti più complessi.
Non si tratta necessariamente, quindi, di sostituire lavoratori con una macchina. La questione è piuttosto capire se l’IA possa diventare uno strumento capace di valorizzare meglio il personale disponibile, soprattutto negli enti di minori dimensioni.
Lo stesso progetto nasce con questa impostazione: l’Università di Padova e il Comune stanno sviluppando un sistema basato su dati affidabili e controllati, coinvolgendo direttamente anche i dipendenti comunali.
Nei Comuni il personale è diminuito del 28,4% dal 2007
Il problema degli organici non è teorico. Secondo il Rapporto IFEL 2026, basato sui dati 2024 del Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato, nei Comuni italiani lavorano circa 343.200 persone e il personale è diminuito del 28,4% rispetto al 2007.
L’età media nazionale è inoltre di 51 anni e il 23,3% dei dipendenti a tempo indeterminato ha più di sessant’anni. Nel 2024 si è registrata una lieve inversione di tendenza, con le assunzioni a tempo indeterminato superiori alle cessazioni, ma il quadro complessivo resta segnato dalla forte contrazione avvenuta negli ultimi diciassette anni.
È proprio in questo scenario che esperimenti come Bellina acquistano interesse: non per sostituire automaticamente i dipendenti mancanti, ma per ridurre il peso delle attività amministrative più ripetitive.
Cosa può fare l’IA a RAG chiusa del Comune di San Bellino?
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la base informativa utilizzata dall’assistente. Bellina lavora su dati e documenti selezionati e controllati, anziché cercare liberamente le risposte nell’intero web. ANSA riferisce infatti che l’applicativo viene sviluppato su una base di dati affidabili e chiusi.
È il principio della cosiddetta RAG chiusa: l’intelligenza artificiale recupera le informazioni da un patrimonio documentale definito e le utilizza per costruire le proprie risposte.
Questo può ridurre il rischio di informazioni estranee alle fonti dell’ente, ma non elimina le questioni da affrontare. Protezione dei dati personali, affidabilità delle risposte, responsabilità amministrativa e controllo umano rimangono elementi centrali. Il vero banco di prova sarà quindi verificare quali attività potranno essere automatizzate e con quale livello di sicurezza.
San Bellino si conferma laboratorio per la Pubblica Amministrazione
Che la sperimentazione parta proprio da San Bellino non è del tutto casuale. Aldo D’Achille, sindaco dal 2014, nel 2021 ha ricevuto il World Mayor Community Award per aver servito la propria comunità con “dedizione e immaginazione”.
Lo stesso D’Achille aveva già descritto San Bellino come un laboratorio nel quale sperimentare pratiche sociali e ambientali potenzialmente riproducibili anche in realtà più grandi.
Con Bellina il piccolo Comune polesano porta questa impostazione nel campo dell’intelligenza artificiale. La questione che interessa il mondo del lavoro pubblico supera però i confini di San Bellino: se la sperimentazione darà risultati positivi, sistemi analoghi potrebbero aiutare soprattutto i piccoli Comuni a gestire la carenza di personale, liberando i dipendenti dalle incombenze più ripetitive e conservando alle persone le attività nelle quali competenza, responsabilità amministrativa e rapporto umano con il cittadino restano insostituibili.



