Bonus 500 Euro Partite IVA Respinto Anche con la NASpI: Perché Succede e Cosa Fare

Un lavoratore ha perso il lavoro, ha ottenuto la NASpI anticipata per avviare un’attività e ha aperto la partita IVA. Quando ha chiesto il bonus da 500 euro mensili del decreto Coesione, però, l’INPS ha respinto la domanda: alla data di apertura dell’attività non risultava disoccupato. È il caso arrivato alla redazione di Tuttolvoro24.it

Com’è possibile ottenere la NASpI anticipata e ricevere questo rigetto? Le due prestazioni hanno requisiti diversi. Per il bonus conta lo stato di disoccupazione nel giorno in cui è stata aperta la partita IVA. Se i dati registrati per quella data sono errati o incompleti, il lavoratore può chiedere che vengano verificati.

Per il bonus conta la data di apertura della partita IVA

L’incentivo riguarda chi aveva meno di 35 anni ed era disoccupato al momento dell’avvio di un’attività in uno dei settori ammessi. L’attività deve essere iniziata tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.

Per i liberi professionisti, il Ministero del Lavoro chiarisce che la data di avvio coincide con l’apertura della partita IVA. È la data da confrontare con quella riportata nei dati ufficiali sullo stato di disoccupazione.

Facciamo un esempio: una persona perde il lavoro a settembre 2025 e apre la partita IVA il 15 ottobre. Per valutare il bonus, l’INPS deve verificare se il 15 ottobre risultava disoccupata. Non basta sapere che aveva perso il lavoro il mese prima.

La NASpI anticipata dimostra che spettava il bonus?

No, non automaticamente. La NASpI anticipata consente a chi ha diritto all’indennità di ricevere in un’unica soluzione l’importo residuo per avviare un’attività. Il bonus da 500 euro richiede anche la verifica dei propri requisiti, compreso lo stato di disoccupazione alla data di avvio.

Per risultare disoccupati non basta essere senza lavoro: occorre anche la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, chiamata DID. La domanda di NASpI vale come DID, ma, se l’INPS respinge il bonus, bisogna comunque capire quali informazioni risultano registrate per la data contestata.

Cosa fare se lo stato di disoccupazione non risulta

Il primo passo è leggere la motivazione esatta del rigetto nel servizio INPS “Incentivo decreto Coesione”. Se riguarda la disoccupazione, conviene verificare con il Centro per l’impiego i dati presenti nella propria posizione e segnalare eventuali errori o informazioni mancanti.

Le FAQ del Ministero del Lavoro precisano un punto: allegare la documentazione alla richiesta di riesame non basta, da solo, a correggere i dati. Se c’è un errore, devono essere i servizi competenti ad aggiornare la posizione nel sistema ufficiale. Solo allora l’INPS può valutare il riesame sulla base delle informazioni corrette.

Come chiedere il riesame all’INPS

Il richiedente può chiedere il riesame del rigetto attraverso il servizio INPS dedicato all’incentivo, spiegando perché contesta la decisione e allegando i documenti utili, tra cui quelli relativi alla NASpI e all’avvio dell’attività.

L’INPS indica un termine di 30 giorni dalla pubblicazione dell’esito o dalla successiva comunicazione individuale del rigetto. Il termine non è perentorio, ma conviene agire senza aspettare.

Il riesame può portare all’accoglimento soltanto se la nuova verifica conferma lo stato di disoccupazione alla data di avvio e gli altri requisiti previsti per il bonus.