Dal 16 al 20 ottobre 2026 gli autotrasportatori siciliani annunciano cinque giorni di fermo. Le imprese che aderiranno lasceranno i camion nei propri piazzali e non movimenteranno i loro semirimorchi nei porti dell’isola. La protesta, proclamata dal Comitato Trasportatori Siciliani, potrebbe rallentare alcune consegne.
Il Comitato chiede al Governo risposte su due questioni: il costo del carburante e i pagamenti dell’incentivo Sea Modal Shift. Il fermo riguarda l’autotrasporto merci conto terzi in Sicilia; non è stato annunciato uno stop nazionale dei camion.
Quando si fermeranno i camion
Il fermo è previsto dalle 00:01 di venerdì 16 ottobre alla mezzanotte di martedì 20 ottobre. Le date e le modalità figurano in una lettera del 28 settembre firmata da Salvatore Bella, coordinatore del Comitato, e indirizzata alle istituzioni nazionali e regionali, alla Commissione di garanzia e ai prefetti di Palermo, Catania e Messina. La lettera è descritta da TrasportoEuropa.
Il Comitato ha scelto di tenere i mezzi nei piazzali delle imprese aderenti. Nella proclamazione non sono previsti presidi o blocchi stradali.
Il caro gasolio pesa sui trasporti
Ogni aumento del prezzo del gasolio incide sui costi di chi trasporta merci. Secondo il Comitato, alle richieste di intervento rivolte al Governo nazionale non è ancora arrivata una risposta sufficiente. È una delle ragioni per cui gli autotrasportatori hanno deciso di proclamare il fermo.
La protesta arriva dopo il confronto avviato in Sicilia sugli aiuti regionali al settore. Per il Comitato, però, resta necessario affrontare anche le questioni di competenza del Governo.
Che cos’è il Sea Modal Shift e perché viene citato
Il Sea Modal Shift è un incentivo destinato a sostenere le imprese di autotrasporto che utilizzano i collegamenti marittimi per parte del viaggio delle merci, riducendo i chilometri percorsi su strada.
Il Comitato denuncia di non avere notizie sui pagamenti attesi. È la posizione espressa dagli autotrasportatori: non equivale ad affermare che tutte le imprese beneficiarie siano in attesa delle stesse somme.
Le consegne subiranno ritardi?
È possibile, ma oggi non si può quantificare l’effetto del fermo. Dipenderà dal numero di imprese che aderiranno e dalle spedizioni che transitano nei porti siciliani con i loro semirimorchi. Non significa che tutte le merci da e per l’isola si fermeranno.
La protesta è stata annunciata il 28 settembre e inizierà il 16 ottobre, salvo sviluppi nel confronto con le istituzioni. Chi deve organizzare una spedizione in quei giorni dovrà quindi seguire gli aggiornamenti del proprio trasportatore.




