Il 4 ottobre 2026, giorno in cui si celebra San Francesco d’Assisi, è ufficialmente festa nazionale in tutta Italia, ma non per tutti rappresenta una novità assoluta. In alcuni comuni, infatti, il Santo era già il patrono e il 4 ottobre veniva celebrato come festa patronale locale. La nuova festività nazionale si aggiunge quindi a una ricorrenza che in questi territori esisteva già, con una conseguenza pratica soprattutto per i lavoratori: la festa nazionale non crea una seconda giornata festiva da sommare a quella patronale.
Vediamo quindi quali sono le novità effettive nel 2026 e quali territori celebravano già San Francesco come patrono. E soprattutto, come si comportano quei Comuni che il 4 ottobre celebrano un Santo Patrono diverso dal Santo di Assisi.
Dal 2026 San Francesco è festa nazionale in tutta Italia
La festa nazionale di San Francesco d’Assisi è legge dal 1° gennaio 2026. La legge 8 ottobre 2025, n. 151 ha infatti inserito il 4 ottobre nell’elenco dei giorni festivi previsto dalla legge 27 maggio 1949, n. 260. La nuova festività nazionale riguarda quindi tutto il territorio italiano e produce gli effetti civili previsti per le altre giornate festive.
Il 2026, però, presenta una particolarità: il 4 ottobre cade di domenica. Per questo il ritorno della festività non si traduce quest’anno, per la maggior parte dei lavoratori, in un ulteriore giorno feriale non lavorato. La prima occasione in cui San Francesco cadrà in un giorno della settimana sarà il 2027, quando sarà lunedì.
La legge non si limita a stabilire un giorno festivo: prevede anche che scuole, amministrazioni pubbliche ed enti del Terzo settore possano organizzare iniziative dedicate ai valori legati alla figura di San Francesco.
In quali comuni era già festa per San Francesco
Prima del ritorno della festività nazionale, il 4 ottobre poteva già essere una giornata legata alla festa patronale in alcuni comuni italiani. Questo è il punto che può creare confusione: una festa patronale comunale e una festa nazionale non sono la stessa cosa.
Secondo la pagina Il santo del giorno, tra i comuni per i quali risulta documentata la festa patronale di San Francesco d’Assisi il 4 ottobre ci sono:
- in Campania: Napoli, Baronissi, Serino, Cancello ed Arnone;
- in Lombardia: Trivolzio, Schivenoglia, Moggio;
- in Piemonte: San Francesco al Campo;
- in Puglia: Salice Salentino;
- in Sardegna: Florinas, Aglientu, Villanovaforru;
- in Sicilia: Basicò;
- in Toscana: Massa, Chiusi della Verna;
- in Veneto: Venezia, Cavallino-Treporti, Taglio di Po.
Questo elenco non va considerato un censimento nazionale completo di tutte le realtà locali in cui esiste una festa religiosa o patronale dedicata a San Francesco. La presenza di una celebrazione parrocchiale, infatti, non significa automaticamente che il 4 ottobre sia una festività patronale civile per l’intero Comune.
Se San Francesco era già il patrono, il 4 ottobre non regala un giorno in più
Per chi vive o lavora in un Comune dove il 4 ottobre era già la festa patronale di San Francesco d’Assisi (come quelli appena elencati), la nuova festività nazionale non si traduce automaticamente in un giorno di riposo aggiuntivo.
In altre parole, se il Comune festeggiava già San Francesco proprio il 4 ottobre, quella giornata era già collegata alla festa patronale locale. Da quest’anno il 4 ottobre diventa anche festa nazionale, ma le due ricorrenze cadono nella stessa data: non si aggiunge un secondo giorno festivo al calendario.
È il caso, per esempio, di Basicò, in provincia di Messina, dove San Francesco d’Assisi è il patrono e la festa patronale si celebra il 4 ottobre. Per chi lavora in questo territorio, quindi, la nuova festività nazionale non significa avere un ulteriore giorno libero rispetto alla situazione precedente.
Lo stesso principio vale per gli altri Comuni nei quali San Francesco d’Assisi era già il patrono e il 4 ottobre era già la relativa festa patronale.
Il 4 ottobre coincide anche con San Petronio: cosa succede in busta paga
C’è poi un caso particolare che merita attenzione: quello in cui il 4 ottobre non è soltanto la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, ma coincide anche con la festa del patrono della città. È il caso di Bologna, che festeggia San Petronio proprio il 4 ottobre. Per alcuni lavoratori, quindi, la stessa giornata riunisce due festività:
- quella nazionale appena reintrodotta,
- e quella patronale prevista per il territorio.
La festività patronale è espressamente prevista tra le giornate festive e, quando una festività cade di domenica (come nel 2026), è riconosciuto un trattamento economico aggiuntivo rispetto alla normale retribuzione mensile.
Per i lavoratori interessati dalla coincidenza delle due ricorrenze, il trattamento economico deve essere verificato sulla base del CCNL applicato, degli eventuali accordi aziendali e delle disposizioni concordate con le rappresentanze sindacali. Tuttavia, per le aziende che celebrano San Petronio, la coincidenza tra le due festività può produrre effetti aggiuntivi in busta paga rispetto alla normale festività domenicale.
Per il CCNL Metalmeccanici Industria, per esempio, quando una festività cade di domenica è prevista, in generale, una quota aggiuntiva pari a 1/6 della retribuzione settimanale. Ogni festività che cade di domenica viene dunque retribuita con 6,66 ore. Pertanto, per i lavoratori interessati anche dalla festività di San petronio, il prossimo 4 ottobre varrà:
6,66 ore per San Petronio + 6,66 ore per San Francesco = 13,32 ore in più nella busta paga di ottobre.
Si tratta di un caso particolare, ma degno di interesse per tutti quei Comuni in cui il 4 ottobre ricorre il Santo Patrono diverso da San Francesco.




