Per oltre 400.000 dipendenti statali di Regioni ed enti locali si apre ora la fase decisiva per vedere gli effetti del nuovo contratto in busta paga. Il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 ha infatti ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri e mette sul tavolo aumenti e arretrati per il personale interessato.
La parte più attesa riguarda naturalmente gli stipendi: a regime sono previste risorse per circa 989 milioni di euro l’anno, con un incremento medio che sarà diverso tra dipendenti dei Comuni e lavoratori degli altri enti del comparto. Ma non si tratta dell’unica novità: il rinnovo prevede anche risorse aggiuntive per il trattamento accessorio e altre modifiche sul piano contrattuale. Vediamo tutto nel dettaglio.
Contratto enti locali, a quanto ammontano gli aumenti per gli statali
Il nuovo contratto interessa circa 403.617 dipendenti delle Funzioni Locali, tra Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane, Camere di commercio e altri enti del comparto. L’ipotesi di accordo è stata sottoscritta da ARAN e Cgil, Cisl, Uil e Csa il 21 luglio 2026.
Il dato che maggiormente i lavoratori è quello relativo all’aumento dello stipendio. A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio complessivo sarà di circa:
- 151 euro lordi al mese per 13 mensilità per il personale dei Comuni;
- 141 euro lordi al mese per 13 mensilità per i dipendenti degli altri enti del comparto.
Le cifre sono medie e l’aumento effettivamente riconosciuto a ciascun lavoratore dipenderà dall’inquadramento e dalle voci retributive interessate dal rinnovo. Le risorse complessive arrivano a circa 989 milioni di euro annui a regime.
Arretrati del contratto Funzioni Locali: quanto possono valere
Oltre agli aumenti dello stipendio, il rinnovo porta con sé anche gli arretrati maturati per il periodo di vigenza del contratto.
Le stime disponibili parlano di un importo medio di 1.136 euro, con importi che oscillano tra 920 e 1.170 euro. La cifra effettiva non sarà uguale per tutti i dipendenti statali. Gli arretrati dipendono infatti dalla posizione economica del lavoratore, dalle mensilità interessate e dalle altre componenti della retribuzione coinvolte nel rinnovo.
Il nuovo contratto 2025-2027 prevede incrementi progressivi con decorrenza dal 1° gennaio di ciascun anno del triennio. Questo significa che l’aumento complessivo previsto a regime non arriva tutto insieme, ma si costruisce attraverso le diverse tranche contrattuali.
Quando arrivano gli aumenti in busta paga
Il via libera del Governo non coincide ancora con l’ultimo passaggio formale del contratto. Dopo l’autorizzazione di Palazzo Chigi, il testo deve infatti passare alla Corte dei conti per la certificazione e successivamente arrivare alla sottoscrizione definitiva tra ARAN e organizzazioni sindacali. La Corte dei conti dispone di 15 giorni per la certificazione.
L’obiettivo è arrivare alla firma definitiva in tempi brevi, così da consentire alle amministrazioni di procedere con gli adeguamenti delle retribuzioni. Per questo motivo, gli effetti economici del rinnovo potrebbero iniziare a vedersi già nelle buste paga di novembre, oppure, in caso di tempi tecnici più lunghi, in quella successiva.
Per i lavoratori delle Funzioni Locali, quindi, il rinnovo porta una doppia novità: l’aumento dello stipendio e il pagamento degli arretrati. Il percorso economico del contratto continuerà poi con le tranche successive fino al raggiungimento dell’importo previsto a regime dal 2027.




