Pensioni 2027, Uscita a 64 Anni per 87mila Lavoratori: Durigon Annuncia il Piano

PENSIONI

La possibilità di andare in pensione a 64 anni torna al centro della discussione sulla Manovra 2027. Il Governo sta lavorando a una nuova forma di flessibilità in uscita che potrebbe consentire a migliaia di lavoratori di lasciare il lavoro prima dei 67 anni. Secondo le ultime stime, sarebbero 87mila i possibili pensionamenti aggiuntivi già nel primo anno.

A rilanciare la proposta è il sottosegretario al Lavoro della Lega, Claudio Durigon, in un’intervista concessa al Quotidiano Nazionale l’11 ottobre 2026.

Pensione a 64 anni, la novità per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996

L’obiettivo è ampliare la possibilità di pensionamento anticipato anche ai lavoratori che hanno versato contributi prima del 1996, attualmente esclusi dal canale riservato ai contributivi puri.

Durigon ha spiegato che il confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è già avviato:

“Stiamo costruendo insieme a Giorgetti un percorso di maggiore flessibilità in uscita”.

La proposta prevede che anche i lavoratori con contributi precedenti al 1996 possano accedere alla pensione a 64 anni, accettando però il ricalcolo dell’intero assegno con il sistema contributivo. Si tratterebbe di una scelta volontaria, che potrebbe comportare una riduzione dell’importo mensile rispetto al calcolo misto.

Quanti contributi serviranno per andare in pensione?

Uno degli aspetti ancora da definire riguarda l’anzianità contributiva necessaria.

Attualmente, per la pensione anticipata contributiva, sono richiesti almeno 20 anni di contributi effettivi e il raggiungimento di una soglia minima di pensione. Per la nuova misura è stata ipotizzata anche una soglia di 25 anni di versamenti.

Il Governo sta inoltre valutando possibili modifiche al requisito economico, che oggi impedisce a molti lavoratori con assegni bassi di accedere al pensionamento anticipato. Nessuna di queste modifiche, tuttavia, è stata ancora approvata.

Pensioni 2027, il Governo vuole bloccare l’aumento dei requisiti

L’altra questione riguarda l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

Dal 2027 è previsto un incremento di un mese, che il Governo vorrebbe neutralizzare per evitare un ulteriore rinvio del pensionamento.

Durigon ha confermato che due dei tre mesi complessivamente previsti entro il 2028 sarebbero già stati affrontati nelle ipotesi di intervento, mentre resta da trovare una soluzione per l’ultimo mese.

La partita decisiva sarà quella delle risorse. L’estensione della pensione a 64 anni comporterebbe nuovi costi per lo Stato, che dovranno trovare copertura nella Legge di Bilancio.

Per ora, dunque, gli 87mila pensionamenti rappresentano una stima e non un numero di uscite già autorizzate. Sarà il testo definitivo della Manovra a stabilire chi potrà beneficiarne e a quali condizioni.