Un anno di lavoro può valere, ai fini della pensione, un anno e due mesi. È il vantaggio previsto per alcuni lavoratori dipendenti con invalidità, che possono ottenere una maggiorazione dell’anzianità contributiva senza versare denaro aggiuntivo.
Il beneficio è previsto dall’articolo 80, comma 3, della legge 388/2000. È gratuito, ma non automatico: occorre richiederlo e dimostrare di possedere i requisiti sanitari.
Chi ha diritto ai mesi aggiuntivi
La maggiorazione riguarda i dipendenti di aziende private, cooperative e pubbliche amministrazioni appartenenti alle categorie previste dalla legge:
- lavoratori con invalidità riconosciuta superiore al 74%;
- lavoratori sordi che rientrano nella definizione della legge 381/1970;
- invalidi di guerra, civili di guerra e per causa di servizio con invalidità riconducibile alle prime quattro categorie della tabella A.
Per l’invalidità civile, quindi, il 74% non basta: serve almeno il 75%. Il beneficio non riguarda, in generale, l’attività svolta come lavoratore autonomo.
Come si calcola: l’esempio dei 12 anni
Per ogni anno di lavoro effettivo svolto con il requisito sanitario richiesto spettano due mesi aggiuntivi, fino a un massimo complessivo di cinque anni. Per periodi inferiori all’anno il riconoscimento è proporzionale.
Esempio: dodici anni di lavoro nelle condizioni previste danno diritto a 24 mesi di maggiorazione, cioè due anni.
Questi mesi possono aiutare a raggiungere prima il requisito contributivo per la pensione. Non garantiscono però automaticamente un’uscita anticipata di due anni: bisogna verificare anche gli altri requisiti e la decorrenza del trattamento scelto.
Quali periodi contano e cosa cambia nell’importo
Contano i periodi di lavoro dipendente effettivamente svolti durante il possesso del requisito sanitario. Possono essere considerati anche quelli precedenti al 2002.
Sono esclusi i periodi coperti soltanto da contributi volontari, figurativi o da riscatti non collegati ad attività lavorativa.
La maggiorazione può incidere sull’importo delle quote calcolate con il sistema retributivo. Non aumenta invece il montante utilizzato per calcolare la quota contributiva: avere più anzianità riconosciuta non significa necessariamente ricevere un assegno più alto.
Come richiederlo e quali documenti preparare
Il beneficio viene attribuito in occasione della liquidazione della pensione o del supplemento, su richiesta dell’interessato.
Prima di presentare la domanda conviene raccogliere il verbale sanitario, le eventuali revisioni e i documenti relativi ai periodi lavorati.
Per invalidità civile e sordità serve la certificazione delle commissioni competenti; per invalidità di guerra o servizio il relativo provvedimento amministrativo; per invalidità del lavoro la documentazione Inail.
Un patronato può aiutare a verificare quali periodi siano utilizzabili e a presentare correttamente la richiesta all’INPS.




