Bonus 100 Euro, Sorpresa a Ottobre: Possibile un Secondo Bonifico INPS

Il bonus da 100 euro torna al centro dell’attenzione per i pagamenti INPS della seconda metà di ottobre, nonostante un primo accredito già si sia verificato. Alcuni beneficiari, infatti, hanno notato una seconda data di pagamento del trattamento integrativo nel proprio Fascicolo Previdenziale. Una novità che richiede qualche verifica per capire a chi è destinato il nuovo pagamento, quale importo aspettarsi e perché l’INPS può suddividere gli accrediti in più giornate.

Bonus 100 euro INPS, dopo il pagamento di metà mese spunta una nuova data

Il trattamento integrativo, conosciuto anche come ex Bonus Renzi, è una somma che si aggira sui 100 euro al mese per chi possiede i requisiti previsti dalla normativa fiscale. Serve per integrare i redditi medio-bassi e ha un valore annuale di 1.200 euro.

A ottobre 2026, un primo accredito già c’è stato: INPS ha pagato il 14 ottobre. Adesso, l’attenzione si sposta su una nuova data indicata nel Fascicolo previdenziale, che segnala un’ulteriore disposizione di pagamento destinata a una parte degli aventi diritto. Si tratta del 19 ottobre:

trattamento integrativo inps bonus 100 euro

È importante, però, distinguere tra una nuova data di accredito e un secondo bonus riconosciuto alla stessa persona. La presenza di due date non significa necessariamente che tutti riceveranno due bonifici, né che l’importo mensile raddoppierà.

Per capire se il pagamento riguarda la propria posizione, bisogna controllare la prestazione indicata nel fascicolo, il periodo di riferimento e l’importo associato alla disposizione.

A chi spetta il trattamento integrativo e quanto si può ricevere

Il trattamento integrativo può spettare ai lavoratori dipendenti e, in presenza dei requisiti richiesti, anche a chi percepisce la NASpI o altre indennità di disoccupazione compatibili con il beneficio.

Per i beneficiari della NASpI, l’INPS può riconoscere il trattamento integrativo direttamente tramite bonifico. Al contrario, i lavoratori dipendenti lo trovano in busta paga, erogato dal datore di lavoro in qualità di sostituto di imposta. Non basta, tuttavia, percepire l’indennità di disoccupazione o lo stipendio: il diritto dipende soprattutto dalla situazione reddituale e dalle regole fiscali applicabili.

Infatti, hanno diritto al Bonus Ex Renzi intero solo coloro che hanno un reddito annuo tra 8.500 e 15.000 euro.

Come anticipato, l’importo ordinario è di circa 100 euro al mese, pari a un massimo teorico di 1.200 euro su dodici mesi. La cifra effettiva può essere inferiore (soprattutto per i redditi sopra i 15.000 euro) oppure può addirittura non spettare (con reddito sopra ai 28.000 euro annui).

Perché l’INPS può effettuare due pagamenti in date diverse

La presenza di due date di pagamento non significa automaticamente che sia previsto un doppio bonus. Esistono diverse ragioni per cui gli accrediti possono essere distribuiti in giornate differenti.

  • Lavorazioni separate: le pratiche possono essere elaborate in momenti diversi, facendo comparire date di pagamento differenti.
  • Beneficiari con posizioni diverse: non tutti i percettori della NASpI hanno la stessa situazione amministrativa o fiscale.
  • Pagamenti arretrati o conguagli: in alcuni casi, una disposizione può riguardare somme riferite a periodi precedenti o a rettifiche, anziché la mensilità corrente.
  • Accrediti distinti: una persona può ricevere pagamenti relativi a prestazioni o periodi differenti, anche a pochi giorni di distanza.

Per questo motivo, chi ha già ricevuto il bonus il 14 ottobre dovrebbe verificare se nel fascicolo compare davvero una seconda disposizione a proprio nome e se questa riporta lo stesso trattamento, un periodo diverso oppure una somma aggiuntiva. Nel caso in foto, per esempio, il pagamento del 14 ottobre era di soli 52 euro: è probabile che INPS saldi la differenza proprio lunedì 19. In questo caso non si tratterebbe quindi di un doppio trattamento integrativo, ma della medesima prestazione divisa in due parti.

Bonus 100 euro, con il modello 730 si possono recuperare le somme mancanti

È importante ricordare che la situazione fiscale viene verificata anche in sede di dichiarazione dei redditi. Se nel corso dell’anno il bonus da 100 euro non è stato riconosciuto, oppure è stato pagato in misura inferiore a quella spettante, è possibile recuperare le somme mancanti attraverso il modello 730, se dai calcoli risulta effettivamente il diritto al beneficio.

Al contrario, se il trattamento integrativo è stato riconosciuto senza averne diritto, oppure in misura superiore a quella spettante, le somme ricevute in eccesso possono essere recuperate in sede di conguaglio fiscale. In questi casi, il contribuente potrebbe dover restituire tutto o parte del bonus. Può succedere, per esempio, se nel corso dell’anno si trova un nuovo impiego e si supera la soglia reddituale prevista dalla legge.

È quindi con la dichiarazione dei redditi che si verifica se quanto ricevuto durante l’anno corrisponde a quanto effettivamente spettante in base al reddito e agli altri requisiti previsti dalla legge. Il modello 730 consente di far emergere eventuali differenze, sia a favore del contribuente sia a favore dell’Erario.

Per questo motivo, se gli importi accreditati dall’INPS non sembrano tornare, non è detto che la situazione sia definitiva: occorre verificare la propria posizione fiscale e, quando necessario, rivolgersi a un CAF o a un professionista per controllare il calcolo del trattamento integrativo e l’eventuale recupero delle somme.