Riscattare cinque anni di università non significa andare in pensione cinque anni prima. Il pagamento aumenta i contributi riconosciuti, ma l’effetto sulla data di uscita dipende dalla storia lavorativa e dalla pensione alla quale si può accedere.
È questo il punto da chiarire prima di spendere migliaia di euro. Il riscatto può essere utile, ma in alcune situazioni non anticipa il pensionamento e può persino complicare l’accesso a un’uscita più favorevole.
Quali anni si possono recuperare
Il riscatto permette di trasformare in contributi gli anni della durata legale del corso universitario, purché sia stato conseguito il titolo.
Non si possono riscattare gli anni fuori corso né i periodi già coperti da contributi. È possibile scegliere anche soltanto una parte del corso: non bisogna necessariamente pagare per tutti gli anni.
Il primo controllo, quindi, riguarda il calendario degli studi e gli eventuali lavori svolti durante l’università.
Più contributi, ma quanto anticipo?
Il vantaggio dipende dal requisito che manca.
Se per ottenere la pensione servono ancora anni di contribuzione, il riscatto può aiutare a raggiungere prima il traguardo. Se invece manca soprattutto l’età richiesta, aggiungere contributi non elimina quell’attesa.
Per esempio, chi possiede già i requisiti contributivi ed economici per la pensione anticipata contributiva non può abbassarne l’età minima semplicemente riscattando la laurea. Nel 2026 questa uscita richiede 64 anni, almeno 20 anni di contribuzione effettiva e una pensione che raggiunga la soglia prevista, oltre alla finestra di decorrenza.
Il rischio degli studi precedenti al 1996
Un controllo decisivo riguarda chi ha iniziato a versare contributi dal 1996, ma vuole riscattare anni universitari precedenti.
L’operazione può creare anzianità contributiva prima del 1996 e modificare l’inquadramento previdenziale. Di conseguenza, può compromettere l’accesso alla pensione anticipata contributiva prevista per chi ha iniziato dal 1996.
Scegliere il calcolo interamente contributivo non equivale automaticamente a conservare tutti i requisiti dei contributivi puri: occorre verificare la situazione personale.
Prima di pagare, confrontare due date
Il controllo utile è semplice: chiedere una simulazione della pensione senza riscatto e con riscatto, confrontando data di uscita, importo dell’assegno e costo effettivo.
Il pagamento può essere suddiviso, alle condizioni previste, fino a 120 rate mensili senza interessi.
Gli sgravi fiscali riducono la spesa, ma non la cancellano. Per il familiare che paga il riscatto di un inoccupato fiscalmente a carico è prevista una detrazione del 19%. Anche questo vantaggio va inserito nel confronto prima di decidere.




