Venerdì 30 ottobre 2026 lo sciopero generale proclamato dall’USB riguarda anche i metalmeccanici. La mobilitazione comprende infatti tutte le categorie del lavoro pubblico e privato: nel suo perimetro rientrano quindi anche gli addetti delle fabbriche, delle imprese metalmeccaniche e dell’installazione di impianti.
La precisazione è importante per comprendere le ragioni della protesta: non si tratta di uno sciopero per ottenere il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, ma di una mobilitazione generale contro le scelte del Governo, con rivendicazioni economiche, sociali e politiche.
Metalmeccanici, i contratti sono stati rinnovati
Fim, Fiom e Uilm hanno sottoscritto i rinnovi dei principali CCNL del settore. Il contratto Federmeccanica e Assistal è stato rinnovato il 22 novembre 2025 e copre il periodo fino al 2028.
Anche per le piccole e medie imprese aderenti a Unionmeccanica Confapi il percorso negoziale si è concluso: il rinnovo sottoscritto il 4 giugno 2026 ha validità fino al 31 dicembre 2028.
Per l’artigianato, il CCNL Area Meccanica firmato da Confartigianato, dalle altre associazioni artigiane e da Fim, Fiom e Uilm è stato rinnovato il 19 novembre 2024 ed è vigente fino al 31 dicembre 2026. Per la busta paga di novembre è previsto anche un ulteriore aumento salariale, l’ultimo della vigenza.
I tre ambiti contrattuali richiamati – che da soli coprono circa 2,5 milioni di “tute blu – risultano dunque coperti da accordi vigenti. Lo sciopero USB del 30 ottobre ha una piattaforma diversa dalle vertenze che hanno accompagnato quei rinnovi.
Le richieste USB al Governo
Lo sciopero ha carattere politico e sociale: USB contesta l’azione del Governo Meloni e chiede interventi contro il carovita, aumenti di salari e pensioni, riduzione del peso di affitti, mutui e tariffe.
Tra le richieste figurano il controllo dei prezzi e l’azzeramento dell’IVA sui beni di prima necessità. Il sindacato rivendica inoltre risorse per sanità, istruzione e servizi sociali, opponendosi alla crescita delle spese militari e alle politiche di riarmo.
La protesta comprende anche la solidarietà con il popolo palestinese e la contestazione delle misure che, secondo USB, restringono gli spazi democratici e il diritto di manifestare.
Il precedente: lo sciopero del 20 giugno 2025
Il riferimento per l’ultima giornata nazionale unitaria di sciopero contrattuale dei metalmeccanici del 2025 è il 20 giugno: Fim, Fiom e Uilm proclamarono otto ore di astensione, accompagnate da manifestazioni regionali, per riaprire le trattative.
Quella mobilitazione puntava ai rinnovi con Federmeccanica Assistal e Unionmeccanica Confapi. Il 30 ottobre, invece, i metalmeccanici sono coinvolti nella protesta generale USB sulle politiche del Governo e sulle priorità della spesa pubblica.




