Pagamenti dell’Assegno Unico di maggio sono slittati a giugno e non senza sorprese: qualche genitore, infatti, ha trovato un importo più alto del solito, qualcun altro invece più basso.
INPS, infatti, sta effettuando dei conguagli per recuperare delle cifre erogate erroneamente o per accreditare somme che non aveva pagato a tempo debito: nel primo caso si parla di conguagli a debito, nel secondo di conguagli a credito.
Assegno Unico 2023: aumenti in arrivo
Se i conguagli a debito si traducono in tagli, anche sostanziosi, i conguagli a credito sono, di fatto, degli aumenti. I motivi per cui INPS accredita tali importi possono essere i più vari, e l’Istituto li ha sintetizzati nel messaggio 1947 del 26 maggio: tra questi, ci sono l’adeguamento dell’ISEE, il riconoscimento del cd premio alla nascita e la presenza di persone disabili all’interno del nucleo familiare.
Gli aumenti possono essere importanti, proprio perché frutto di più voci. L’esempio ci arriva direttamente dai percettori, i quali ci mostrano il loro Fascicolo Previdenziale:

In questo caso, l’aumento è pari a 250 euro tondi: da 378,40 euro, riscossi ad aprile, si passa ai 628,40 euro di competenza di maggio arrivati il 5 giugno. Ciò non significa che d’ora in poi tutti i mesi per i figli a carico si riscuoterà questa cifra: questa erogazione straordinaria, infatti, è una tantum, volta a pareggiare i conti con INPS.
Il ricalcolo ‘di massa’ riguarderà oltre 512.000 famiglie e “complessivamente ha determinato un’erogazione aggiuntiva di circa 140 milioni di euro, con un credito medio per famiglia – scandisce Inps nel messaggio – pari a circa 272 euro”.



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