Decisivi questi giorni per le supplenze docenti per l’anno scolastico 2025/26. La mini call veloce è terminata il 21 agosto, mentre il giorno successivo si sono concluse le assegnazioni provvisorie dei colleghi di ruolo. Dal 23 agosto è scattato il cosiddetto turno zero dell’algoritmo per la continuità didattica, seguito dal primo turno vero e proprio entro il 31 agosto.
La fase zero è una delle operazioni più attese dagli aspiranti docenti. Si tratta della procedura che consente di garantire la continuità didattica sul sostegno, confermando con priorità i supplenti già in servizio lo scorso anno, se richiesti dalla famiglia e validati dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo).
Cos’è la fase zero
La fase zero è la prima tornata di nomine effettuate dagli Uffici Scolastici attraverso il sistema informatico. Ha un obiettivo preciso: assicurare la presenza dello stesso insegnante di sostegno accanto all’alunno con disabilità, laddove sia stata presentata apposita richiesta da parte della famiglia ed esista una valutazione positiva del GLO.
Quando si conclude
La fase zero si svolge prima delle altre operazioni di nomina. Una volta accertata la nominabilità del docente, il contratto viene assegnato con scadenza 31 agosto o 30 giugno 2026, in base alla disponibilità residua e a quanto indicato dall’insegnante nella domanda. La procedura si conclude in tempi rapidi, così da permettere agli Uffici di avviare subito le successive fasi di attribuzione delle supplenze.
Cosa comporta
Per i docenti interessati, la fase zero significa una riconferma prioritaria sul posto occupato nell’anno scolastico precedente, garantendo così la continuità educativa per l’alunno e una maggiore stabilità lavorativa per l’insegnante.
Per le scuole e le famiglie, invece, rappresenta la possibilità di iniziare l’anno con meno incertezze e senza cambi improvvisi di docenti di sostegno.
Ritardi
Non sempre però la fase zero procede senza intoppi.
In diverse province infatti si registrano ritardi nelle pubblicazioni degli elenchi e nell’attivazione dell’algoritmo, con la conseguenza che le successive fasi di assegnazione slittano a loro volta. Questo può creare incertezza per i docenti in attesa di una nomina e soprattutto per le famiglie, che rischiano di iniziare l’anno scolastico senza la garanzia immediata della continuità didattica.