Contratto Scuola: Arretrati Netti da 700 a 950 euro se la firma arriva entro il 2025 [TABELLE]

Durante l’incontro del 9 ottobre 2025, l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) ha presentato la proposta ufficiale per il rinnovo del contratto scuola 2022-2024, che riguarda docenti, personale educativo e ATA.

Il cuore della proposta è un aumento medio mensile di 136,85 euro lordi, pari a un incremento del 5,78% rispetto agli stipendi attuali.
La cifra varia in base al ruolo, al grado di anzianità e alla fascia professionale.

Rinnovo Contratto Scuola: le proposte dell’ARAN

L’ARAN ha proposto alle Organizzazioni Sindacali i seguenti aumenti mensili lordi:

  • Personale ATA:
    da 82,13 euro lordi per un collaboratore scolastico al primo gradone (0-8 anni)
    a 186,32 euro lordi per i funzionari di elevata qualificazione all’ultimo gradone.
  • Docenti:
    da 105,49 euro per i maestri di scuola dell’infanzia e primaria (primo gradone)
    a 177,51 euro per i docenti laureati delle scuole secondarie di secondo grado (ultimo gradone).
  • Indennità:
    Incrementi tra +10,10 e +15,80 euro mensili per RPD (docenti), CIA (ATA) e indennità di direzione per i DSGA.
  • Fondo FMOF (Miglioramento Offerta Formativa):
    incremento complessivo di 112,8 milioni di euro (+0,22%).
  • Una tantum 2025:
    Bonus straordinario da 142 euro medi lordi per tutto il personale scolastico, in applicazione del DL 127/2025.

Aumenti stipendiali scuola 2025: quanto guadagneranno docenti e ATA

Gli aumenti stipendiali sono il cuore del rinnovo. L’Aran ha definito un ventaglio di incrementi per ogni profilo professionale.
Ecco la tabella riassuntiva con gli arretrati lordi e netti calcolati a tutto il mese di dicembre 2025 che saranno liquidati entro dicembre in caso di firma entro il corrente anno:

In caso di ritardi, il pagamento potrebbe slittare al 2026, con conseguente perdita della quota una tantum prevista dal DL 127/2025.

Reazioni dei sindacati: “aumenti troppo bassi, serve più coraggio”

Le reazioni del mondo sindacale non si sono fatte attendere.
Secondo FLC CGIL, gli aumenti “sono già in larga parte anticipati” e rappresentano “un recupero parziale del potere d’acquisto”.
Il segretario nazionale ha dichiarato che “solo il 40% dell’incremento sarà realmente percepito come nuovo aumento, il resto è già confluito nelle buste paga con l’indennità di vacanza contrattuale”.

Anche la UIL Scuola RUA parla di perdita del 16% del potere d’acquisto e chiede “un intervento politico urgente” per garantire risorse aggiuntive.
La CISL Scuola invece propone di utilizzare le risorse già accantonate per il prossimo triennio (2025-2027) per rendere più significativo l’aumento immediato.

Cosa cambia davvero: nuove indennità e fondi per la scuola

Il rinnovo non si limita agli aumenti. L’Aran ha anche previsto una revisione delle indennità e dei fondi d’istituto.
Il FMOF (Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa) cresce di 112,8 milioni di euro, che le scuole potranno utilizzare per:

  • progetti di innovazione didattica e digitale;
  • incentivi per docenti tutor e orientatori;
  • premi per il personale amministrativo e tecnico;
  • attività extracurricolari e recupero formativo.