Nel corso dell’incontro del 9 ottobre 2025, l’Aran ha presentato alle organizzazioni sindacali la propria proposta economica per il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca, che riguarda docenti, personale educativo e ATA.
Proposta ARAN per rinnovare il CCNL Scuola
L’offerta prevede un aumento medio mensile pari a 136,85 euro lordi, corrispondente a un incremento complessivo del 5,78%. Nel dettaglio:
Collaboratore scolastico (ATA) al primo gradone: +82,13 euro lordi;
Funzionario ATA di ultima fascia: +186,32 euro lordi;
Docente infanzia/primaria al primo gradone: +105,49 euro lordi;
Docente scuola secondaria superiore di ultima fascia: +177,51 euro lordi.
A queste cifre si aggiungono aumenti delle principali indennità:
RPD per i docenti, CIA per il personale ATA, Indennità di direzione per i DSGA, con incrementi mensili compresi tra 10,10 e 15,80 euro.
È inoltre previsto un aumento del Fondo d’Istituto (FMOF) pari a 112,8 milioni di euro (+0,22%) e un emolumento una tantum di 142 euro medi per tutto il personale scolastico, in applicazione del DL 127/2025.
Ma questi aumenti – in realtà – non ci saranno (non con questi numeri), perchè buona parte sono già stati erogati tra Indennità di Vacanza Contrattuale e Anticipo Contratto.
La posizione della FLC CGIL: “Solo 47 euro reali, inaccettabile”
La FLC CGIL ha espresso una ferma contrarietà rispetto alla proposta, definendola insufficiente e non in grado di recuperare l’inflazione del triennio 2022-2024, superiore al 17%.
«Nel corso dell’incontro odierno, l’Aran ha illustrato gli aumenti medi mensili previsti per il personale della scuola: 136 euro lordi, di cui oltre il 60% già anticipato e percepito. Ciò significa che l’aumento effettivo in busta paga si aggirerà attorno a 47 euro medi lordi. A queste somme si dovrebbe aggiungere un compenso una tantum di 142 euro lordi», si legge nella nota del sindacato.
“Servono nuove risorse nella Legge di Bilancio”
Per la FLC CGIL la questione è chiara: senza nuovi fondi nella prossima Legge di Bilancio, non sarà possibile firmare il contratto.
«Se queste cifre – continua la nota – dovessero essere confermate senza ulteriori possibilità di incremento, saremo costretti a ribadire le difficoltà già denunciate fin dall’inizio di questa trattativa, caratterizzata da forti ritardi e risorse inadeguate. Un po’ troppo poco per un settore che si fa carico della formazione delle future generazioni del Paese».
«Non intendiamo accettare una riduzione di ben due terzi del potere d’acquisto dei salari. La parola va adesso alla legge di bilancio, dove si misureranno le reali intenzioni del Governo».
Il prossimo incontro tra Aran e sindacati è fissato per il 31 ottobre 2025.




