Dal 2026 Assegno di Inclusione “Continuativo” e Senza Bonus

Il governo sta valutando una modifica strutturale all’Assegno di Inclusione per rendere il beneficio realmente continuativo, senza il mese di sospensione che oggi scatta automaticamente dopo 18 mesi di erogazione. La novità dovrebbe trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio, ma le ipotesi sul tavolo sono due e il testo definitivo sarà decisivo per capire la direzione scelta dall’esecutivo.

Due ipotesi allo studio nella Legge di Bilancio

La prima opzione, sostenuta dal Ministero del Lavoro, prevede l’eliminazione totale del mese di stop. In questo scenario, i nuclei familiari che arrivano al termine dei 18 mesi di pagamento potrebbero presentare subito una nuova domanda, ricevendo l’assegno senza alcuna interruzione. L’obiettivo è garantire continuità economica e semplificare le procedure, evitando che le famiglie restino senza sostegno per settimane.

La seconda ipotesi è una soluzione intermedia: mantenere formalmente la sospensione di un mese, ma riconoscere ai beneficiari un contributo straordinario di 500 euro per compensare la pausa, come già avvenuto nei mesi scorsi per chi ha terminato il primo ciclo di 18 mensilità.

Il nodo politico e le risorse disponibili

La scelta finale dipenderà dalle risorse che il governo riuscirà a destinare alla misura. La versione preliminare del disegno di legge (ddl) attesa nelle prossime ore chiarirà se si andrà verso l’erogazione continuativa o verso il mantenimento dell’attuale sistema con un sostegno temporaneo. L’ultima parola, però, arriverà solo con l’approvazione definitiva della manovra a dicembre.

Attesa per i 750 mila nuclei coinvolti

Secondo le stime dell’INPS, sono circa 750 mila le famiglie che nel 2024 hanno percepito almeno una mensilità di Assegno di Inclusione. Per loro, la riforma potrebbe rappresentare un passaggio storico: l’addio al mese di sospensione garantirebbe una maggiore stabilità economica, mentre la conferma del bonus da 500 euro offrirebbe solo una soluzione temporanea. La soluzione più gradita dai beneficiari è evidentemente la fine del mese di pausa il che garantirebbe un beneficio continuativo: 670 euro è l’importo medio attualmente fruito dai beneficiari. In entrambi i casi, l’obiettivo resta lo stesso: evitare vuoti di reddito per chi dipende da questa misura di sostegno.