Nel confronto serrato tra i partiti sulla Manovra 2026, emerge una proposta destinata ad animare il dibattito politico ed economico: un Fondo di previdenza complementare per i giovani, sostenuto da Fratelli d’Italia.
Un’ipotesi che unisce welfare familiare, risparmio di lungo periodo e investimenti sulla formazione dei futuri lavoratori. Ma l’idea non nasce dal nulla: prende ispirazione da un modello già inserito nella legge di bilancio tedesca e ricorda da vicino un incentivo già attivo in Trentino-Alto Adige.
La proposta FdI: un Fondo di previdenza per i giovani
L’emendamento presentato da Fratelli d’Italia prevede l’istituzione del “Fondo di previdenza per i giovani”, dedicato ai bambini nei primi mesi di vita.
Il meccanismo ipotizzato è semplice:
- attivazione del fondo entro tre mesi dalla nascita;
- versamento minimo iniziale della famiglia di 100 euro;
- contributo dell’Inps pari a 50 euro;
- possibilità, una volta maggiorenni, di utilizzare le somme accumulate per l’istruzione o per avviare un’attività lavorativa, anche autonoma.
L’obiettivo dichiarato è duplice: promuovere la cultura previdenziale fin dalla nascita e sostenere l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, offrendo loro un capitale di base da utilizzare in modo mirato.
Si tratterebbe di un fondo complementare volontario: saranno i genitori o i parenti fino al terzo grado a decidere se aderire.
L’ispirazione tedesca: lo Stato versa 10 euro al mese
La proposta italiana guarda chiaramente a quanto previsto nella nuova legge di bilancio in corso di approvazione in Germania. Lì, l’accordo di coalizione tra CDU/CSU e SPD introduce un meccanismo simile ma con un approccio più strutturale:
- lo Stato versa 10 euro al mese per ogni ragazzo tra i 6 e i 18 anni;
- i contributi vengono depositati in un portafoglio azionario privato individuale, gestito nel lungo periodo.
Un modello che punta a far crescere un capitale nel tempo grazie ai rendimenti finanziari, favorendo la creazione di un “tesoretto” per la vita adulta.
In Trentino-Alto Adige è già in vigore
Un’iniziativa molto vicina a quella proposta da FdI è già operativa in Trentino-Alto Adige, dove la Regione ha introdotto un incentivo destinato ai nuovi nati che aderiscano a un fondo di previdenza complementare.
Il contributo regionale è pari a 1.100 euro in cinque anni, così suddivisi:
- 300 euro il primo anno,
- 200 euro annui per i quattro anni successivi.
A condizione che la famiglia versi almeno 100 euro l’anno nel fondo intestato al minore.
Sono inoltre previsti requisiti di residenza sia per il richiedente che per il bambino, e l’adesione a una forma di previdenza complementare deve essere già attiva al momento della domanda.
Un modello locale che dimostra come politiche di risparmio a lungo termine per i minori siano già state sperimentate con successo sul territorio.
Fondo previdenza giovani: gli aspetti da chiarire
L’emendamento di Fratelli d’Italia rientra nel più ampio pacchetto di proposte per la Manovra 2026 e si inserisce in un contesto in cui molti Paesi europei stanno introducendo strumenti di risparmio vincolato per le nuove generazioni.
La discussione parlamentare dovrà ora chiarire i dettagli operativi, le risorse disponibili e le modalità di attuazione. Rimangono infatti diversi aspetti da definire, tra cui la necessità di un versamento minimo annuale, i limiti per un eventuale riscatto anticipato e le condizioni per mantenere attivo il fondo nel tempo.
Secondo le prime stime, il costo della misura si aggirerebbe attorno ai 18 milioni di euro l’anno, calcolato sulla base dei circa 369.000 nati nel 2024.
Ma l’idea, se approvata, potrebbe introdurre anche in Italia un modello di previdenza complementare precoce, pensato come investimento sul futuro formativo e professionale dei più giovani.




