Il 28 novembre le scuole italiane tornano a incrociare le braccia. Lo sciopero generale proclamato dalle principali sigle del sindacalismo di base riguarda anche il settore Istruzione e Ricerca, nonostante il CCNL 2022-2024 sia ormai firmato e gli aumenti stipendiali definiti, con l’intesa dello scorso 5 novembre. Molti lavoratori si chiedono se l’adesione sia possibile, ma la risposta è chiara: sì, si può scioperare senza alcuna limitazione formale. Da qui parte l’analisi su cosa accade negli istituti e quali obblighi – o non obblighi – ricadono sul personale.
Perché si può scioperare anche dopo la firma del nuovo CCNL
Lo sciopero del 28 novembre ha natura politica. Non mira a riaprire il contratto, né a contestare aspetti negoziali specifici, ma a denunciare la manovra economica del governo, giudicata dalle sigle promotrici troppo debole verso i redditi medio-bassi e insufficiente nel finanziare la scuola pubblica.
In particolare, i sindacati di base segnalano la mancata previsione di fondi aggiuntivi per il rinnovo dei prossimi contratti pubblici. Per questo motivo la protesta coinvolge tutti i comparti del pubblico impiego, scuola inclusa. L’adesione resta quindi possibile, pienamente legittima e non influenzata dalla firma del CCNL in corso di applicazione.
Invito del dirigente scolastico: cosa significa e cosa non è obbligatorio
I dirigenti scolastici, come previsto dall’accordo del 2 dicembre 2020 sulle norme di garanzia nei servizi pubblici essenziali, possono invitare il personale in forma scritta – anche via e-mail – a comunicare la propria intenzione di aderire o non aderire allo sciopero.
Ecco il testo integralmente:
«I dirigenti scolastici invitano in forma scritta, anche via e-mail, il personale a comunicare in forma scritta, anche via e-mail, entro il quarto giorno dalla comunicazione della proclamazione dello sciopero, la propria intenzione di aderire allo sciopero o di non aderirvi o di non aver ancora maturato alcuna decisione al riguardo. Tale comunicazione da parte dei docenti e del personale ATA non è affatto obbligatoria, in quanto si tratta solamente di un semplice invito a cui si può decidere anche di non rispondere».
Cosa deve fare il personale: diritti, libertà e nessun obbligo di risposta
Docenti e ATA possono quindi partecipare allo sciopero senza alcun adempimento preventivo. L’invito del dirigente non è vincolante e la mancata risposta non comporta alcuna conseguenza disciplinare.
Il 28 novembre ogni lavoratore della scuola è libero di aderire o meno, esercitando un diritto pienamente riconosciuto. L’assenza è quindi giustificata.




