Reddito di Cittadinanza, Torna per Più di 300.000 Italiani Residenti Oltreconfine

C’è un’idea che nelle ultime settimane sta facendo tornare d’attualità un dibattito che per molti sembrava archiviato: un reddito garantito per tutti — indipendentemente da lavoro, reddito o status sociale.

Siamo in Svizzera, dove un nuovo progetto (che guarda al passato) sta guadagnando nuovo terreno. Ma cosa prevede esattamente? E chi ne beneficerebbe? Vediamo meglio nel dettaglio.

Che cosa prevede il nuovo Reddito Universale

Un gruppo di esperti — tra cui la professoressa del Politecnico di Zurigo Martina Meister e l’economista aziendale Daniel Traub — ha ideato una proposta chiamata Lebensvorsorge Schweiz (“Assicurazione sulla vita Svizzera”). L’obiettivo è la semplificazione radicale dello stato sociale.

Si tratta, in pratica, di un Reddito Universale di Base. Non una novità in Svizzera, dato che un progetto simile fu bocciato nel 2016. In sintesi:

  • Ogni cittadino maggiorenne riceverebbe un “cuscinetto mensile” universale.
  • L’importo proposto: 2.000 franchi al mese per gli adulti; per i senior la cifra salirebbe fino a 2.450 franchi.
  • Per ogni figlio a carico, 700 franchi mensili aggiuntivi.

In sostanza, si tratterebbe di sostituire le attuali prestazioni sociali, rendite o indennità con un’unica misura semplice e universale.

I beneficiari

Gli aventi diritto sarebbero:

  • Tutti i cittadini adulti residenti in Svizzera — indipendentemente da lavoro, condizione economica o stato sociale.
  • Pensionati, disoccupati, disabili, persone inattive — insomma, chiunque abiti stabilmente in Svizzera.
  • Famiglie con figli: per ogni figlio, come detto, un assegno mensile aggiuntivo di 700 franchi.
  • Giovani e studenti: secondo il progetto, lo scopo di è incentivare la formazione e favorire nuove generazioni.

Chi si trasferisse in Svizzera da altri Paesi, invece, potrebbe accedere solo dopo aver versato imposte e contributi per diversi anni.

Spetterebbe anche agli italiani che vivono in Svizzera

Un dato importante: tra gli stranieri residenti in Svizzera, gli italiani sono la comunità più numerosa. Nel 2024 si stimava che fossero circa 346.981 persone.

Se la proposta venisse adottata, molti italiani — residenti stabilmente nella Confederazione — potrebbero beneficiare del nuovo reddito universale, alle stesse condizioni degli svizzeri.

Reddito Universale in Svizzera già bocciato nel 2016

Come anticipato, il tema del reddito universale non è nuovo in Svizzera.

Nel 2016, un’iniziativa simile fu bocciata con ampia maggioranza dal popolo svizzero. Nel 2021 un’altra proposta popolare — meno definita ma concettualmente affine — non raggiunse nemmeno il numero di firme necessario per andare alle urne.

In pratica, fino ad oggi, gli elettori svizzeri non hanno mai dato il via libera a un reddito di base generalizzato. La paura era che l’introduzione di un reddito universale potesse disincentivare il lavoro, con effetti negativi sull’economia e sull’occupazione. Questo rende sorprendente l’interesse ritrovato per la proposta odierna.

Secondo i suoi sostenitori, però, la differenza tra la proposta del passato e quella odierna sta in un approccio molto più prag­matico: importi realistici, sostituzione delle prestazioni sociali esistenti, contributi chiari, e la promessa di semplificare un sistema welfare spesso giudicato troppo frammentato.

I punti critici: dubbi sul lavoro, costi e sostenibilità

Il Reddito Universale svizzero, pur ambizioso, non è privo di questioni problematiche:

  • Il sistema prevederebbe che i contributi salariali per la vecchia assistenza sociale vengano assorbiti dal nuovo schema: in pratica, rendite e indennità diventerebbero “obsolete”.
  • I lavoratori sarebbero chiamati a versare circa il 40% del loro stipendio, fino a un massimo di 2.000 franchi. Questo meccanismo dovrebbe “rimborsare” chi versa di più grazie all’assegno universale.
  • Resta da capire quanto il sistema sarebbe sostenibile nel lungo termine, e se davvero un reddito garantito possa convivere con un mercato del lavoro efficiente.