La legge 106/2025 introduce una novità rilevante per i lavoratori che già utilizzano i permessi della Legge 104. Oltre alle 3 giornate mensili già previste, pari a 32 ore complessive, dal 1° gennaio 2026 saranno riconosciute anche 10 ore annue di permesso retribuito. Si tratta di un ampliamento che rafforza le tutele per chi deve affrontare visite, controlli clinici e cure mediche frequenti legate a patologie gravi.
Requisiti richiesti per ottenere le 10 ore aggiuntive
La norma stabilisce requisiti precisi. Le nuove ore possono essere richieste dai lavoratori dipendenti, pubblici o privati, che risultano affetti da:
malattie oncologiche, in fase attiva o in follow-up precoce;
malattie invalidanti o croniche, anche rare, con una invalidità pari o superiore al 74%.
La stessa possibilità è riconosciuta ai genitori di figli minorenni con le stesse condizioni cliniche. La legge rafforza così il sostegno a chi vive percorsi di cura intensi e continuativi.
Per quali attività possono essere utilizzate le 10 ore
Le nuove ore non sostituiscono i permessi 104, ma li integrano. Sono valide solo per:
visite mediche; esami strumentali; analisi chimico-cliniche e microbiologiche; cure mediche frequenti prescritte dal medico di base o da uno specialista.
La finalità è chiara: permettere al lavoratore di gestire controlli e terapie senza perdere retribuzione.
Come viene calcolata l’indennità
L’indennità economica viene anticipata dal datore di lavoro e successivamente conguagliata dall’INPS, seguendo le regole previste per la malattia. È comunque attesa una nota esplicativa dell’INPS che definirà modalità operative e documentazione necessaria. Dunque per il lavoratore nulla cambia da un punto di vista operativo: avendo diritto alle 3 giornate di permesso già riconosciute dall’ente previdenziale potrà aggiungere le ulteriori ore.




