Rinnovo CCNL: in Arrivo 195€ di Aumento per 165.000 Lavoratori. Montante da 4.350€

A meno di un mese dalla scadenza naturale del contratto, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno sottoscritto con la Federazione Gomma-Plastica-Cavi Elettrici Confindustria l’ipotesi di rinnovo del CCNL per il triennio 2026-2028. L’intesa riguarda circa 165mila lavoratrici e lavoratori impiegati in oltre 3.600 imprese, uno dei comparti manifatturieri più rilevanti del sistema industriale italiano. Il cuore dell’accordo è la parte economica, che introduce aumenti strutturali sui minimi e un rafforzamento del welfare contrattuale.

Aumento complessivo: cosa significa TEC da 204 euro

L’intesa prevede un incremento complessivo del Trattamento Economico Complessivo (TEC) pari a 204 euro nel triennio. Il TEC non comprende solo gli aumenti sui minimi tabellari, ma anche le voci indirette e differite, come welfare e previdenza complementare. È un indicatore utile per misurare l’effettivo miglioramento del valore complessivo della retribuzione, oltre il solo stipendio mensile.

Aumenti sui minimi (TEM): 195 euro al livello F

L’aumento sui minimi tabellari, ovvero sul Trattamento Economico Minimo (TEM), è pari a 195 euro al livello di riferimento F. Gli incrementi saranno erogati in quattro tranche distinte:

  • 60 euro da gennaio 2026
  • 60 euro da aprile 2027
  • 60 euro da aprile 2028
  • 15 euro da dicembre 2028

Questo meccanismo consente una crescita progressiva dello stipendio base lungo tutta la vigenza contrattuale. Il montante complessivo degli aumenti salariali nel periodo 2026-2028 raggiunge i 4.350 euro.

Un aumento leggermente inferiore a quello previsto per i lavoratori dipendenti del settore “affine” della Chimica-Farmaceutica, il cui rinnovo è stato firmato nel corso del 2025.

Previdenza complementare: più risorse dal contratto

Accanto agli aumenti in busta paga, il rinnovo rafforza il welfare contrattuale. È previsto un incremento di 9 euro del contributo mensile a carico delle imprese per il Fondo Gomma Plastica. L’aumento, pari a +0,44%, interviene su una voce rimasta invariata per diversi anni e produce effetti diretti sulla pensione complementare futura dei lavoratori.

Un rinnovo anticipato che tutela il potere d’acquisto

Dal punto di vista economico, il rinnovo punta a difendere il potere d’acquisto in una fase segnata da inflazione e transizioni industriali. La combinazione tra aumenti certi sui minimi, montante salariale significativo e rafforzamento della previdenza integrativa rappresenta l’asse portante dell’intesa, ora sottoposta al voto delle assemblee nei luoghi di lavoro.