E’ proseguito ieri 18 dicembre il negoziato per il rinnovo del CCNL 2025-2027 del Comparto Funzioni Centrali, uno dei contratti pubblici più rilevanti per numero di lavoratori coinvolti e impatto sul sistema della Pubblica Amministrazione. Presso l’ARAN si è svolto il secondo incontro ufficiale tra l’Agenzia e le organizzazioni sindacali rappresentative, dedicato in particolare all’illustrazione degli aspetti economici del contratto, delle risorse disponibili e delle modalità di calcolo degli incrementi retributivi.
In questo contesto, la CONFSAL-UNSA è stata l’unica organizzazione sindacale a rilasciare un comunicato ufficiale, assumendo una posizione chiara e netta: chiudere il prima possibile la parte economica del CCNL, anche separandola dalla parte normativa, per assicurare immediatamente gli aumenti salariali ai lavoratori delle Funzioni Centrali.
Anche la posizione dell’ARAN è stata chiari: i dipendenti delle Funzioni Centrali saranno i primi ad avere il contratto e di conseguenza gli aumenti.
Aumenti CCNL Funzioni Centrali 2025-2027: importi, percentuali e platea interessata
Durante l’incontro all’ARAN sono stati illustrati i dati economici relativi al rinnovo contrattuale. Le risorse stanziate consentiranno di riconoscere aumenti medi pari a 167 euro mensili lordi a regime, per una platea complessiva di 204.590 unità di personale appartenenti al Comparto Funzioni Centrali.
L’incremento retributivo medio corrisponde a un aumento percentuale del 5,4%, un valore che si colloca nettamente al di sopra delle più recenti stime sull’inflazione. Secondo gli ultimi dati ISTAT, infatti, l’inflazione per il 2025 si attesta intorno all’1,7%, mentre per il 2026 – anche alla luce di una tendenziale frenata del fenomeno inflattivo – è stimata intorno all’1,4%.
Questo elemento rafforza la necessità, sottolineata dalla CONFSAL-UNSA, di rendere subito disponibili gli aumenti, evitando ritardi che finirebbero per ridurre l’effettivo potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici.
Più risorse sullo stipendio tabellare
Nel proprio comunicato, la CONFSAL-UNSA ha avanzato una proposta precisa sulla destinazione delle risorse contrattuali: allocare la quasi totalità degli stanziamenti sullo stipendio tabellare, lasciando al salario accessorio solo una quota residuale.
Secondo il sindacato, questa scelta rappresenta la soluzione più solida e trasparente per garantire aumenti certi, strutturali e stabili nel tempo. Il salario accessorio, infatti, risente da anni di una forte incertezza normativa, legata a interventi legislativi che hanno più volte modificato regole, limiti e criteri di utilizzo delle risorse destinate alla produttività.
Per la CONFSAL-UNSA, tali precedenti costituiscono:
- un elemento di criticità nel rapporto tra Governo e sindacati;
- un monito per il futuro nella gestione delle risorse contrattuali;
- un rischio concreto per la tenuta degli aumenti salariali nel medio-lungo periodo.
Da qui la richiesta di puntare con decisione sullo stipendio tabellare, unica componente retributiva realmente garantita e non soggetta a interpretazioni o restrizioni esterne.
Separare parte economica e parte normativa: perché è una scelta strategica
Un altro punto centrale evidenziato riguarda il metodo di conduzione della trattativa. Il sindacato ha ribadito l’importanza di chiudere quanto prima la parte economica del CCNL, anche procedendo a una distinzione tra parte economica e parte normativa del contratto.
Questa impostazione consentirebbe di:
- affrontare immediatamente la questione salariale, che rappresenta la priorità assoluta per i lavoratori;
- evitare che il confronto su temi normativi complessi rallenti l’erogazione degli aumenti;
- rendere disponibili gli incrementi retributivi nel più breve tempo possibile, e comunque prima dell’estate 2026.
In una fase caratterizzata da aumento del costo della vita e da una crescente pressione economica sulle famiglie, la rapidità nell’erogazione degli aumenti diventa un fattore determinante per la credibilità del rinnovo contrattuale.
CCNL Funzioni Centrali e inflazione: un confronto che rafforza la richiesta di accelerare
Il confronto tra aumenti contrattuali e andamento dell’inflazione è un altro elemento chiave del dibattito. I dati illustrati all’ARAN mostrano come l’aumento medio del 5,4% superi ampiamente le previsioni inflattive per il biennio 2025-2026.
Tuttavia, come sottolineato dalla CONFSAL-UNSA, questo risultato rischia di essere parzialmente vanificato se gli aumenti non verranno erogati in tempi rapidi. Ogni mese di ritardo rappresenta una perdita concreta per i lavoratori, soprattutto in un contesto in cui il potere d’acquisto è stato già messo a dura prova negli anni precedenti.
Accelerare sulla parte economica del CCNL significa quindi:
- difendere il valore reale degli aumenti;
- dare un segnale di attenzione concreta al personale delle Funzioni Centrali;
- rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva come strumento di tutela salariale.
Prossimo incontro con l’ARAN fissato per il 20 gennaio 2026
La trattativa sul CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 proseguirà il 20 gennaio 2026, quando l’ARAN presenterà la prima bozza di testo contrattuale. Si tratterà di un passaggio decisivo per entrare nel merito delle proposte e verificare la possibilità di chiudere rapidamente la parte economica.
In questo scenario, il ruolo della CONFSAL-UNSA si conferma centrale. Essere stata l’unica organizzazione sindacale a comunicare ufficialmente l’esito dell’incontro rappresenta un segnale di trasparenza e di attenzione costante verso i lavoratori, che chiedono informazioni chiare e tempestive sull’andamento del negoziato.
Tabella riassuntiva CCNL Funzioni Centrali 2025-2027




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