L’anticipo NASpI consente di ricevere in un’unica soluzione l’indennità di disoccupazione residua. È una misura prevista dall’INPS e alternativa alla NASpI mensile. Non si tratta di un bonus, ma di un’anticipazione che può portare anche a importi elevati, con una liquidazione vicina ai 20.000 euro.
Cos’è l’anticipo NASpI secondo l’INPS
L’anticipo NASpI è la liquidazione immediata di tutta la disoccupazione ancora spettante. Una volta pagata, la NASpI si chiude definitivamente. Non sono più previsti accrediti mensili né contribuzione figurativa. La finalità è sostenere chi decide di avviare un’attività autonoma dopo la perdita del lavoro.
Requisiti: chi può richiederlo
La prestazione è riservata ai percettori di NASpI che:
- avviano un’attività di lavoro autonomo
- aprono un’impresa individuale
- entrano in una cooperativa come soci lavoratori
La domanda va presentata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività. L’attività deve essere nuova e successiva alla cessazione del lavoro dipendente.
Perché si può arrivare a importi di 20.000 euro
Cifre intorno ai 20.000 euro si raggiungono quando il lavoratore:
- ha diritto a molti mesi di NASpI residua
- percepiva una retribuzione medio-alta prima del licenziamento
- richiede l’anticipo subito, senza aver ancora incassato molte mensilità
Nel caso mostrato nello screenshot che segue, l’importo lordo supera i 25.000 euro, da cui viene sottratta l’IRPEF, portando il netto intorno ai 19–20 mila euro. È una situazione tipica di chi aveva una carriera stabile e perde il lavoro dopo diversi anni. Si evidenzia che INPS qui anticipa ben 728 giornate di prestazione.

Attenzione: quando l’anticipo diventa un rischio
L’anticipo conviene solo se l’attività avviata è reale e duratura. Se il beneficiario torna a lavorare come dipendente prima della scadenza teorica della NASpI, l’INPS può chiedere la restituzione integrale della somma. Per questo è una scelta definitiva, da valutare con estrema cautela.




