Il nuovo Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i metalmeccanici dipendenti delle aziende artigiane con sede in Piemonte è stato firmato il 22 dicembre 2025 dalle Organizzazioni artigiane e i sindacati Fim-Fiom-Uilm. Esso introduce una serie di strumenti economici che incidono direttamente sulle buste paga a partire dal 2025 ma con erogazioni decorrenti da gennaio 2026. Non si tratta di un aumento unico e immediato, ma di un impianto articolato che combina elemento regionale fisso, produttività, garanzie e una tantum. Ma vediamo i dettagli.
I settori interessati dal CCRL Piemonte
Il contratto ha validità su tutto il territorio piemontese e si applica ai lavoratori delle imprese artigiane operanti nella metalmeccanica, nell’installazione di impianti e nell’autoriparazione. Rientrano nell’ambito di applicazione anche i comparti dell’oreficeria, dell’argenteria, dell’orologeria, dell’odontotecnica e del restauro di beni artistici e culturali. L’accordo si innesta sul CCNL dell’artigianato sottoscritto dalle parti firmatarie.
L’Elemento Economico Regionale dell’1,5%
Dal 1° gennaio 2025 il contratto riconosce un Elemento Economico Regionale pari all’1,5% dei minimi retributivi in vigore a dicembre dell’anno precedente. L’importo è dovuto su tutte le mensilità previste dal CCNL e viene ricalcolato annualmente in base agli aggiornamenti dei minimi. L’erogazione ordinaria scatterà con la retribuzione di gennaio 2026, mentre gli arretrati maturati per tutto il 2025 saranno corrisposti in tre tranche tra gennaio, febbraio e aprile 2026. L’EER ha natura retributiva e incide su tutti gli istituti, TFR compreso.
Produttività regionale e quota di garanzia
Accanto all’elemento fisso, il CCRL istituisce un Elemento di Produttività Regionale fino a un massimo del 3% dei minimi tabellari nazionali, subordinato al raggiungimento di obiettivi regionali. Il premio è variabile e collegato all’andamento congiunturale del settore, con possibilità di applicazione dell’imposta sostitutiva prevista dalla legge. Se l’EPR non risulta erogabile, ai lavoratori spetta una quota di garanzia pari a 150 euro lordi annui, riconosciuta come fringe benefit, salvo i casi di imprese che abbiano utilizzato almeno 75 giorni di FSBA.
Una Tantum da 230 euro per il periodo 2019–2024
L’accordo prevede infine una Una Tantum di 230 euro lordi per compensare la scopertura contrattuale dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2024. L’importo spetta a tutto il personale in forza al 31 dicembre 2024, apprendisti compresi, ed è riproporzionato per i part-time. La somma sarà erogata con la retribuzione di giugno 2026, non incide sul TFR ed è soggetta a tassazione separata.



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