Dopo giorni di polemiche e incertezze, la decisione è arrivata: l’aumento dell’età pensionabile non viene cancellato, ma sarà più graduale. Una scelta che sposta in avanti l’uscita dal lavoro, ma senza lo “scalino” immediato temuto da molti.
La novità riguarda da vicino una generazione precisa: i nati nel 1960, che dal 2027 dovranno attendere un mese in più per andare in pensione, salvo alcune eccezioni.
Requisiti per la pensione congelati nel 2026
Il 2026 sarà un anno di congelamento dei requisiti. Questo significa che:
- non ci saranno aumenti dell’età pensionabile;
- resteranno valide le soglie attuali.
Una pausa che ha l’obiettivo di rendere più graduale l’adeguamento all’aspettativa di vita, evitando aumenti improvvisi.
Pensione di vecchiaia: come cambia l’età dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 riparte l’adeguamento dei requisiti all’aspettativa di vita, ma con una formula più morbida rispetto alle previsioni iniziali.
Invece dei tre mesi tutti insieme, l’aumento viene scaglionato:
- +1 mese nel 2027;
- +2 mesi nel 2028.
Un cambiamento che riduce l’impatto immediato, ma che comunque sposta in avanti l’accesso alla pensione di vecchiaia, che sarà dunque raggiungibile a:
- 67 anni e 1 mese nel 2027,
- 67 anni e 3 mesi nel 2028.
Questo vale per la generalità dei lavoratori, mentre restano esclusi dall’aumento coloro che svolgono attività gravose o usuranti, per i quali continuano ad applicarsi regole diverse.
Pensione anticipata: aumentano anche i contributi richiesti
Aumenteranno anche i requisiti contributivi per la pensione anticipata. Nel dettaglio:
- nel 2027 si andrà in pensione:
- gli uomini a 42 anni e 11 mesi di contributi,
- le donne a 41 anni e 11 mesi.
- Nel 2028
- gli uomini a 43 anni e 1 mese,
- le donne a 42 anni e 1 mese.
Anche in questo caso l’aumento è progressivo e legato all’aspettativa di vita.
Perché la novità riguarda soprattutto i nati nel 1960
I primi a subire concretamente il nuovo meccanismo saranno i nati nel 1960. Chi maturava i requisiti nel 2027 dovrà infatti:
- attendere un mese in più per la pensione di vecchiaia,
- fare i conti con requisiti contributivi leggermente più alti per l’anticipata.
Una differenza piccola sulla carta, ma importante per chi ha già programmato l’uscita dal lavoro.




