Pensioni di Invalidità, Cosa Cambia dal 2026: Importi Aggiornati e Nuove Soglie Inps

Inps soldi

Con l’avvicinarsi del 2026 arrivano conferme importanti sul fronte delle prestazioni assistenziali. L’aggiornamento annuale degli importi e dei limiti di reddito incide direttamente sulla vita di milioni di persone con disabilità, minori fragili e famiglie che già oggi faticano a far quadrare i conti. Le nuove cifre, ufficializzate dall’INPS (circolare n. 153 del 2025), fotografano un sistema che viene adeguato all’inflazione, ma che continua a garantire importi contenuti, spesso lontani dai reali bisogni quotidiani.

Rivalutazione 2026: cosa cambia per pensioni e assegni

Con la circolare n. 153 del 2025 l’Inps ha reso noti gli importi rivalutati delle pensioni di invalidità civile che saranno in pagamento da gennaio 2026. La pensione base per invalidi civili, ciechi civili e sordomuti passa da 336,00 a 340,71 euro mensili. L’aumento è contenuto, ma si accompagna a un aggiornamento dei limiti di reddito, indispensabili per continuare a percepire queste prestazioni.

Limiti di reddito: soglie più alte ma requisiti confermati

Dal 2026 il limite di reddito personale annuo per invalidi civili totali, ciechi civili e sordomuti sale da 19.772,50 a 20.029,55 euro. Per gli invalidi parziali dal 74% al 99% e per l’indennità di frequenza dei minori, la soglia cresce invece da 5.771,35 a 5.852,21 euro. Si tratta di un adeguamento che consente a più beneficiari di non perdere il diritto alla prestazione, pur restando vincolati a requisiti economici molto stringenti.

Indennità senza limiti di reddito: gli aumenti più consistenti

Diversa la situazione per le indennità, che non sono subordinate al reddito. L’indennità di accompagnamento per invalidi civili totali sale a 552,57 euro mensili, mentre l’indennità speciale per ciechi parziali raggiunge 238,14 euro. Cresce anche l’indennità di comunicazione per sordomuti, che nel 2026 supera i 274 euro al mese, confermandosi una tutela certa indipendente dalla condizione economica.

Talassemia e drepanocitosi: importi allineati alla pensione minima

Un incremento più significativo riguarda i lavoratori affetti da talassemia major e drepanocitosi. L’importo mensile riconosciuto, non legato al reddito, passa da 603,40 a 611,85 euro, seguendo la rivalutazione complessiva delle prestazioni assistenziali. Un adeguamento che tiene conto dell’elevato impatto sanitario e sociale di queste patologie croniche.

Ecco tutti gli importi in tabella: