Pensioni pagate il 3 e 5 Gennaio. Visibile il Cedolino INPS

Pensioni

È disponibile nell’area personale MyInps il cedolino della pensione di gennaio, uno dei documenti più attesi dell’anno. La prima mensilità, infatti, non si limita a recepire gli aumenti legati all’inflazione, ma concentra una serie di ricalcoli fiscali e trattenute che possono incidere in modo significativo sull’importo netto. Per questo motivo gennaio è spesso il mese delle sorprese, positive o negative, per molti pensionati.

Quando arriva il pagamento della pensione di gennaio

Il calendario dei pagamenti di gennaio segue una regola diversa rispetto agli altri mesi. Normalmente l’accredito avviene il primo giorno bancabile, ma per la prima mensilità dell’anno l’operazione slitta al secondo giorno utile. Questa scelta è legata alle attività tecniche necessarie per applicare la rivalutazione annuale e per effettuare il conguaglio fiscale.

La data varia in base al canale di riscossione. Chi ritira o riceve la pensione in posta beneficia del fatto che il sabato è considerato bancabile: in questo caso il pagamento arriva sabato 3 gennaio. Per chi ha l’accredito su conto corrente bancario, invece, il sabato non conta e l’importo viene versato lunedì 5 gennaio.

Rivalutazione 2026: come cambiano gli importi

Nel cedolino di gennaio trovano spazio gli aumenti dovuti alla rivalutazione, fissata per il 2026 all’1,4%. L’incremento pieno riguarda le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo. In termini pratici, l’aumento varia da circa 14 euro lordi su un assegno da 1.000 euro fino a quasi 30 euro su pensioni intorno ai 2.000 euro.

Oltre questa soglia il meccanismo diventa meno favorevole. Tra quattro e cinque volte il minimo si applica il 90% del tasso, mentre sulla quota eccedente le cinque volte il minimo si scende al 75%. Di conseguenza, le pensioni più alte crescono, ma con percentuali ridotte.

Per i trattamenti minimi (cd. pensione minima) resta anche la rivalutazione straordinaria, prorogata ma ridimensionata. L’importo base sale a 611,85 euro, che con l’incremento aggiuntivo consente di arrivare poco sotto i 620 euro mensili, sempre al lordo delle imposte.

Conguaglio fiscale e possibili trattenute

Gennaio è anche il mese del conguaglio. L’INPS ricalcola l’Irpef dovuta sull’intero anno precedente e verifica se quanto trattenuto è stato sufficiente. In presenza di arretrati o altre somme aggiuntive, può emergere un debito che viene recuperato direttamente sul cedolino.

Nei casi più pesanti la trattenuta può ridurre drasticamente l’importo pagato. Per i pensionati con redditi fino a 18.000 euro annui, però, il recupero superiore a 100 euro viene rateizzato fino a novembre, limitando l’impatto sul singolo mese.

Addizionali e Irpef: perché il netto può scendere

Con il rateo di gennaio tornano anche le addizionali regionali e comunali, sospese a dicembre. Queste trattenute vengono distribuite in 11 rate e riducono progressivamente il netto mensile. Da marzo si aggiungerà anche l’acconto dell’addizionale comunale per l’anno in corso.

Le aliquote Irpef restano quelle attuali, perché il taglio dal 35 al 33% per la fascia di reddito tra i 28.000 e i 50.000 euro, previsto dalla Manovra di Bilancio 2026 non è ancora operativo. È per questo che, nonostante l’aumento lordo, molti pensionati si ritrovano a gennaio con un assegno netto più basso di quanto si aspettavano.