Nel 2026 Bonus Fino a 15.000 Euro Per Chi Rimanda la Pensione

Nel dibattito sulle pensioni 2026 c’è una misura che continua a crescere di interesse, soprattutto tra chi è vicino all’uscita dal lavoro ma valuta di restare ancora qualche anno: è il Bonus Giorgetti, confermato anche dalla legge di Bilancio 2026.

Non si tratta di una pensione né di un anticipo, ma di un vero aumento in busta paga per chi ha già maturato i requisiti pensionistici e sceglie di continuare a lavorare.

Cos’è il Bonus Giorgetti e perché conviene

Il Bonus Giorgetti è un incentivo pensato per favorire la prosecuzione dell’attività lavorativa da parte di chi potrebbe già andare in pensione, ma decide di rimandare il pensionamento.

Il meccanismo è semplice: i contributi previdenziali a carico del lavoratore non vengono più versati all’INPS, ma restano direttamente nello stipendio, aumentando il netto mensile.

L’incentivo è stato introdotto lo scorso anno e confermato nelle stesse caratteristiche anche per il 2026, diventando una delle leve principali per rendere più conveniente il posticipo della pensione.

Chi può richiedere il Bonus Giorgetti nel 2026

Il bonus può essere richiesto dai lavoratori dipendenti iscritti alla previdenza pubblica (gestione dipendenti e forme sostitutive o esclusive) che maturano i requisiti per la pensione ma scelgono di non esercitare subito il diritto.

In particolare, ne hanno diritto:

  • i lavoratori che entro il 31 dicembre 2025 hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata Quota 103 (almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi);
  • i lavoratori che entro il 31 dicembre 2026 maturano il diritto alla pensione anticipata ordinaria, cioè:
    • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
    • 41 anni e 10 mesi per le donne.

L’estensione ai requisiti di pensione anticipata è stata ulteriormente rafforzata dalla legge 199/2025 e confermata dalla Manovra 2026.

Quando si può attivare e per quanto tempo dura

La scelta di aderire al Bonus Giorgetti può essere fatta dalla prima data utile di accesso alla pensione. Una volta attivato, il beneficio:

  • prosegue finché il lavoratore continua a lavorare;
  • si interrompe automaticamente nel momento in cui si decide di andare in pensione.

Non è quindi una misura “una tantum”, ma un incentivo continuativo, legato alla durata del posticipo.

Come funziona l’aumento in busta paga

Il cuore del Bonus Giorgetti è la rinuncia ai contributi previdenziali personali. Normalmente, dal salario lordo del dipendente viene trattenuta una quota destinata all’INPS:

  • 8,8% della retribuzione lorda per gli iscritti alla cassa Stato;
  • 9,19% per i lavoratori del settore privato.

Con il bonus, questa trattenuta non viene più applicata. La stessa somma viene erogata direttamente in busta paga, al netto delle imposte, con un aumento immediato del netto mensile.

Quanto è vantaggioso il Bonus Giorgetti: gli esempi

Dal punto di vista economico, il bonus può risultare molto conveniente, soprattutto per chi ha retribuzioni medio-alte e decide di restare al lavoro più a lungo.

Secondo simulazioni riportate da Il Sole 24 Ore di mercoledì 7 gennaio:

  • un lavoratore con retribuzione lorda di 28.000 euro che usufruisce del bonus per tre anni ottiene un beneficio complessivo di 1.793 euro, pari al 6,40% di una annualità;
  • con una retribuzione di 75.000 euro e un posticipo di cinque anni, il vantaggio sale a 15.118 euro, pari al 20,16% della retribuzione annua.

Il beneficio cresce quindi:

  • con l’aumentare dello stipendio (per effetto dell’aliquota fiscale marginale);
  • con il prolungarsi del periodo di lavoro.