Il decreto legislativo 105/2022 ha modificato in modo significativo la disciplina dei permessi previsti dalla legge 104/1992, intervenendo su un tema che riguarda migliaia di dipendenti pubblici, compresi quelli della scuola. L’obiettivo della riforma è allineare il sistema italiano alle direttive europee sul bilanciamento tra lavoro e vita familiare, con particolare attenzione ai genitori e ai prestatori di assistenza.
Tra le novità più rilevanti c’è l’eliminazione del principio del “referente unico dell’assistenza”, che per anni ha rappresentato un vincolo rigido nell’organizzazione dei permessi.
Il tema è stato ripreso dai tecnici dell’Aran e sono contenute nel parere protocollo DFP-0084769-P-06/12/2024, pubblicato in questi giorni all’interno della sezione «Banca dati dei pareri» presente sulla piattaforma «lavoropubblico.gov.it».
Addio al referente unico dell’assistenza
La nuova normativa consente a più lavoratori di assistere la stessa persona con disabilità grave, alternandosi nella fruizione dei permessi (già prevista in passato). Non cambia però il limite complessivo: restano tre giorni al mese per ciascun assistito. La differenza è che quei giorni possono ora essere utilizzati da più caregivers, senza l’obbligo di individuare un solo familiare come unico referente.
I dubbi applicativi e i chiarimenti ufficiali
L’apertura all’assistenza “congiunta” ha generato interrogativi soprattutto quando i caregivers appartengono a settori lavorativi diversi o hanno regimi contrattuali non omogenei. I chiarimenti arrivati in questi mesi hanno confermato che la disciplina consente l’utilizzo dei permessi da parte di più soggetti, a condizione che venga rispettato il tetto mensile complessivo e che sia fornita adeguata documentazione sull’effettivo utilizzo.
Permessi frazionati in ore nel pubblico impiego
Nel caso in cui tutti i caregivers siano dipendenti pubblici, anche se appartenenti a comparti differenti, è considerato ammissibile il frazionamento dei tre giorni mensili in ore.
Il limite massimo resta pari a 18 ore al mese per ogni persona assistita. È però necessario che il dipendente dichiari formalmente il rispetto dei limiti e l’assenza di altri fruitori nella stessa giornata.
Settori diversi e rapporti di lavoro non omogenei
Quando l’assistenza è prestata da lavoratori di ambiti diversi, come pubblico e privato, è possibile utilizzare anche il residuo dei giorni non fruiti dall’altro caregiver, sempre nel rispetto delle regole di legge e dei contratti applicabili.
Nei casi di rapporti full time e part time, viene raccomandata una gestione coerente tra giornate e ore, così da garantire compatibilità organizzativa e corretto utilizzo dei permessi.




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