Quella che va da lunedì 12 a venerdì 16 gennaio 2026 si configura come una settimana ad alta tensione per la mobilità e per il sistema scolastico, con una sequenza ravvicinata di scioperi nei trasporti destinata a produrre effetti cumulativi.
Il risultato è una progressiva difficoltà negli spostamenti quotidiani che finisce per riflettersi direttamente sulle scuole.
Il primo colpo arriva il 12 gennaio: treni fermi in Lombardia
Il punto di partenza è lo sciopero ferroviario concentrato in Lombardia, proclamato da Orsa Ferrovie. A essere coinvolti sono sia il personale viaggiante di Trenord sia quello di Trenitalia operante sul territorio regionale. I maggiori disagi si concentreranno a Milano e nelle principali città lombarde.
Le agitazioni sono fissate dalle ore 3:00 di lunedì 12 gennaio fino alle ore 2:00 di martedì 13 gennaio, coprendo interamente la giornata di lunedì. I disagi non restano confinati alla Lombardia, ma si estendono ai collegamenti verso Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria, colpendo migliaia di pendolari che si muovono da e per la Lombardia.
Scuola in difficoltà: il peso del pendolarismo
Una quota rilevante di docenti e personale ATA raggiunge la sede di servizio in treno. Con i collegamenti ridotti o soppressi il 12 gennaio, le assenze diventano diffuse, determinando classi senza insegnanti e attività didattiche ridimensionate. Di fatto, lo sciopero dei trasporti si traduce in un’adesione indiretta allo sciopero della scuola (previsto per analoga data), soprattutto nei territori più dipendenti dal ferro.
Dal 13 al 16 gennaio: gli stop che si sommano
Dopo i treni, la settimana resta segnata da nuove agitazioni:
13 gennaio: sciopero nazionale dei taxi per 24 ore (esclusa Umbria) e stop di 24 ore del TPL in Umbria.
14 gennaio: sciopero del trasporto merci ferroviario in Emilia-Romagna.
Dal 14 al 15 gennaio: sciopero nazionale del settore merci dalle 16:01 del 14 alle 16:00 del 15.
15 gennaio: sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale a Milano (coinvolti bus, tram, metropolitane).
16 gennaio: nuove agitazioni del TPL in diverse città, tra cui Sicilia e Molise.




