Metalmeccanici, Aumenti da 5 Euro al Mese: Perché la Detassazione al 5% Non Basta

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La detassazione al 5% sugli aumenti contrattuali è stata presentata dal governo come una risposta al fiscal drag e all’erosione dei salari causata dall’inflazione. Ma, guardando alle buste paga reali, l’effetto è molto più limitato di quanto annunciato. Le parole di Michele De Palma, segretario generale della Fiom Cgil, – intervistato dal quotidiano Repubblica in edicola il 24 gennaio – aiutano a capire perché questa misura non viene considerata risolutiva dai lavoratori metalmeccanici e quali saranno gli effetti concreti nei prossimi rinnovi.

La detassazione al 5% e l’impatto reale in busta paga

Secondo De Palma, il nodo centrale è semplice: una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali produce un beneficio minimo. Per un operaio metalmeccanico si traduce in circa 5 euro netti in più al mese. Una cifra simbolica, che non recupera il potere d’acquisto perso negli ultimi anni. Il problema è strutturale: ogni rinnovo contrattuale viene in parte “mangiato” dal drenaggio fiscale, con aumenti nominali che non diventano aumenti reali.

Aumenti netti e fiscal drag: la posizione della Fiom

La richiesta del sindacato è chiara: gli aumenti del contratto nazionale devono arrivare netti in busta paga. Non si tratta, sottolinea De Palma, di difendere una flat tax, ma di evitare che il lavoro continui a pagare più di tutti. Senza un intervento più incisivo sul fiscal drag, la contrattazione rischia di perdere efficacia come strumento di tutela salariale.

Decorrenze diverse: industria e artigianato a confronto

Un altro elemento da considerare riguarda le tempistiche. Nell’industria metalmeccanica gli aumenti contrattuali decorreranno da giugno 2026, mentre nel comparto artigianato è già previsto un aumento a partire da marzo (e un’altra in autunno). Una differenza che pesa sulle buste paga e che accentua il divario tra settori, soprattutto in una fase di inflazione ancora alta.

Misura temporanea e selettiva: perché non basta

La detassazione al 5% è inoltre temporanea e selettiva, limitata nel tempo e rivolta solo a una parte dei lavoratori. Per questo, nelle fabbriche non suscita entusiasmo. Senza una riforma più ampia che restituisca pienamente gli aumenti salariali ai lavoratori, il rischio è che anche i prossimi rinnovi producano incrementi solo sulla carta, lasciando invariata la sostanza delle buste paga.