Il tema dei metal detector nelle scuole continua ad essere al centro del dibattito politico, ma rischia di restare fuori dal decreto sicurezza in arrivo al Consiglio dei ministri.
Nonostante le pressioni di una parte della maggioranza, la stretta annunciata dal governo dopo i fatti di La Spezia dovrebbe concentrarsi soprattutto su misure penali e preventive, lasciando gli strumenti di controllo agli ingressi sul piano amministrativo.
Il decreto sicurezza e i suoi confini
Il pacchetto sicurezza allo studio dell’esecutivo è in fase di definizione tra decreto legge e disegno di legge, con un confronto ancora aperto tra i ministeri coinvolti e con il Quirinale. Secondo la tempistica indicata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il provvedimento potrebbe arrivare in Cdm entro la prima settimana di febbraio.
Quindi l’ultima settimana di gennaio servirà per affinare i dettagli tecnici. Al suo interno dovrebbero trovare spazio l’inasprimento delle pene per il porto di armi da taglio, nuove aggravanti se i reati avvengono nei pressi di luoghi sensibili – come le scuole – e il divieto di vendita di coltelli ai minori, anche online.
Metal detector: niente norma nel decreto
Diversa la sorte dei metal detector. L’ipotesi di controlli sistematici all’ingresso degli istituti scolastici, rilanciata dopo l’omicidio di La Spezia, non dovrebbe essere inserita nel decreto. La misura, sostenuta pubblicamente da esponenti della Lega come Matteo Salvini e dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, verrebbe eventualmente demandata a uno o più atti amministrativi, come una circolare del Viminale concordata con il Mim.
La linea del Colle e la prudenza normativa
Il ricorso a strumenti amministrativi risponde anche alle cautele del Quirinale sull’uso della decretazione d’urgenza per misure così delicate. Non è escluso che i metal detector possano essere sperimentati in singole realtà, come già avviene da anni in alcuni territori, ma senza una cornice legislativa generale.
Repressione e prevenzione insieme
Nel frattempo il governo punta a rafforzare la prevenzione con reti educative territoriali e con le nuove regole sul voto in condotta e sulle sospensioni. A spingere verso una stretta è il quadro allarmante tracciato da Save The Children: in cinque anni i minori segnalati per porto di armi improprie sono più che raddoppiati, con una crescita che nel 2025 appare già fuori controllo.




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