Pensioni Sempre Più Lontane: Trema Chi È Nato Tra il 1961 e il 1967

Il tema pensioni torna al centro del dibattito, ma questa volta non per una riforma immediata. Dai documenti ufficiali emerge infatti uno scenario futuro che potrebbe incidere sull’età di uscita dal lavoro nei prossimi anni.

Non si tratta di decisioni già prese, ma di proiezioni tecniche basate sull’andamento della speranza di vita. A partire dal 2029, però, qualcosa potrebbe cambiare davvero per chi è vicino alla pensione. Vediamo cosa prevede lo scenario e quali lavoratori rischiano di essere coinvolti.

Le previsioni contenute nel Rapporto del MEF

Le stime arrivano dalla nota di aggiornamento del 26° Rapporto 2025 sulle Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario, elaborato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato e pubblicato il 20 gennaio.

Le tabelle del Rapporto si basano sullo scenario demografico Istat mediano (base 2024) e servono a stimare come potrebbero evolvere i requisiti pensionistici in base all’aspettativa di vita. È importante chiarirlo: si tratta di un’istruttoria tecnica, non di un aumento automatico già deciso.

Come funziona l’adeguamento all’aspettativa di vita

In Italia i requisiti per andare in pensione vengono aggiornati:

  • ogni due anni, con un decreto direttoriale;
  • sulla base dei dati Istat sulla speranza di vita.

Ogni anno vengono pubblicate anche previsioni “prospettiche”, ma gli aumenti effettivi sono quelli calcolati a consuntivo. La politica può comunque intervenire per bloccare, ridurre o spalmare gli aumenti, come già avvenuto con la legge di Bilancio 2026, che ha limitato l’incremento a:

Pensioni, cosa potrebbe accadere dal 2029

Secondo le proiezioni contenute nel Rapporto, dal 2029 potrebbe scattare un ulteriore aumento di 3 mesi dei requisiti pensionistici. In questo scenario, i requisiti salirebbero a:

  • 67 anni e 6 mesi per la pensione di vecchiaia (con almeno 20 anni di contributi);
  • 43 anni e 4 mesi di contributi per la pensione anticipata
    (un anno in meno per le donne).

Si tratta di un aumento legato esclusivamente all’adeguamento alla speranza di vita. Le stesse tabelle ipotizzano che dal 2031 possa aggiungersi un ulteriore incremento di 2 mesi, portando i requisiti a:

  • 67 anni e 8 mesi per la pensione di vecchiaia;
  • 43 anni e 6 mesi di contributi per la pensione anticipata
    (sempre con un anno in meno per le donne).

Va però ricordato che le precedenti stime della Ragioneria Generale dello Stato ipotizzavano aumenti leggermente più elevati: questo conferma che le proiezioni possono cambiare nel tempo.

Chi potrebbe essere interessato dagli aumenti

Se questi aumenti dovessero essere confermati, a essere coinvolti sarebbero soprattutto:

  • per la pensione di vecchiaia,
    • i lavoratori nati nel 1961 o nel 1962, che maturerebbero i 67 anni proprio tra il 2028 e il 2029.
  • per la pensione anticipata,
    • soprattutto i lavoratori nati tra il 1965 e il 1967, a seconda della continuità contributiva.

Pensioni, aumento shock dal 2040

In base allo scenario Istat, l’aumento dell’età pensionabile sarà progressivo nel tempo. Nel 2040 l’aumento cumulato sarà di un anno e due mesi, portando:

  • la pensione di vecchiaia a 68 anni e 2 mesi,
  • quella anticipata a 44 anni di contributi.

Nel 2050, infine, l’età pensionabile toccherà quota 69 anni, mentre per l’anticipata serviranno 44 anni e 10 mesi.