Statali: Premio Entro il 31 Marzo. In Bilico la Distribuzione “a Pioggia”

Nel pubblico impiego torna al centro il tema del merito e, soprattutto, dei premi.

Un nuovo disegno di legge, promosso dal ministro della Funzione pubblica Paolo Zangrillo, prova a rimettere mano ai meccanismi di valutazione delle performance e alla distribuzione del salario accessorio. L’obiettivo dichiarato è chiaro: limitare i bonus generalizzati e rendere i premi davvero selettivi, legandoli a risultati concreti e misurabili.

Premi legati agli obiettivi: scatta il vincolo del 31 marzo

Il primo passaggio chiave riguarda i tempi. La riforma stabilisce che entro il 31 marzo di ogni anno le amministrazioni debbano fissare obiettivi, indicatori, valori attesi e risorse collegate alla performance. Una scelta che punta a superare una prassi diffusa: definire i target a fine anno, solo per giustificare formalmente una distribuzione quasi uguale dei premi.

In questo modo, la valutazione dovrebbe diventare preventiva e non retroattiva, ancorata a risultati reali e non costruita a posteriori.

Premi massimi solo al 30% del personale

Il cuore della riforma è però nei numeri. All’interno di ogni ufficio, i punteggi più alti, quelli che danno diritto ai premi maggiori in busta paga, potranno essere assegnati al massimo al 30% dei dipendenti. Non solo: la qualifica di “eccellenza”, con eventuali bonus aggiuntivi, sarà riservata ad appena il 20% di chi ottiene queste valutazioni apicali.

Il messaggio è netto: niente più bonus per tutti, ma premi concentrati su una minoranza.

Meno costi per i dirigenti, più risorse agli altri

Il nuovo sistema dovrebbe anche ridurre il costo complessivo del salario accessorio dei dirigenti. Le economie generate, secondo il disegno di legge, dovranno confluire nei fondi destinati al personale non dirigente, riequilibrando almeno in parte la distribuzione delle risorse.

La quota di retribuzione legata alla performance dovrà inoltre essere strettamente proporzionata al punteggio ottenuto, per rendere il premio percepibile e realmente incentivante.

Più potere ai dirigenti, ridimensionati gli Oiv

Infine, cambia l’architettura dei controlli. Gli Organismi indipendenti di valutazione, introdotti con la riforma Brunetta del 2009, vengono ridimensionati. Le loro indicazioni non saranno più vincolanti e la responsabilità diretta della valutazione passerà ai dirigenti. Il Governo è delegato a riscrivere regole e funzioni degli Oiv, riconoscendo che finora la loro efficacia è stata limitata.