Dopo giorni di discussioni, polemiche e richieste di intervento, la firma è arrivata. Il Governo ha ufficializzato una nuova direttiva sulla sicurezza nelle scuole, che apre alla possibilità di controlli con metal detector mobili negli istituti scolastici più a rischio.
Il provvedimento porta la firma dei ministri Matteo Piantedosi (Interno) e Giuseppe Valditara (Istruzione) ed è la risposta a un fenomeno che preoccupa sempre di più famiglie e istituzioni. Ma cosa prevede davvero la direttiva e quando potranno scattare i controlli? Vediamo tutto nel dettaglio.
La direttiva firmata da Piantedosi e Valditara: l’obiettivo
Il documento è intitolato “Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici” e parte da un principio chiaro:
«La scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza».
Secondo la direttiva, però, negli ultimi tempi la scuola risente sempre più delle dinamiche di disagio e illegalità presenti nel tessuto sociale, come dimostrano episodi di violenza, il ritrovamento di armi e lo spaccio di droga nelle aree frequentate dagli studenti.
Il caso più eclatante, che ha acceso i riflettori su un problema sempre più diffuso, è l’uccisione a coltellate dello studente Youssef Abanoub da parte di un compagno in una scuola di La Spezia lo scorso 16 gennaio.
Proprio dopo quell’episodio, il ministro Valditara aveva più volte evocato la necessità di strumenti di controllo più efficaci per prevenire l’ingresso di armi negli istituti.
Il ruolo centrale di prefetti e dirigenti scolastici
Un punto chiave del testo è la centralità dei prefetti e dei dirigenti scolastici.
La direttiva stabilisce che:
«Il ruolo dei Prefetti e quello dei Dirigenti scolastici assume una centralità decisiva».
I prefetti, d’intesa con i dirigenti scolastici regionali, convocheranno sedute dedicate del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che diventa il luogo in cui valutare i rischi scuola per scuola.
Quando scattano i controlli
Non si tratta di controlli generalizzati. La linea indicata è quella della progressività, basata su situazioni concrete di criticità.
Nel testo si legge che «In sede di Comitato potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità […] la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione di controlli mirati».
Tra i fattori di rischio citati ci sono:
- comportamenti violenti all’esterno delle scuole,
- spaccio di stupefacenti,
- atti di bullismo segnalati e reiterati.
Metal detector a scuola: cosa prevede davvero la direttiva
Il passaggio più discusso riguarda l’uso dei metal detector. La direttiva chiarisce che si tratta di una misura estrema, prevista solo nei casi più gravi e con precise condizioni.
Il testo stabilisce infatti che: «Nelle situazioni più gravi, previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati […] potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici».
Quindi:
- serve la richiesta del dirigente scolastico,
- serve l’autorizzazione del prefetto,
- l’obiettivo è prevenire il possesso o l’introduzione di armi.
Riguardo chi può materialmente effettuare i controlli, la direttiva è molto chiara: «L’attività di controllo resti affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti».
Le modalità operative verranno definite in riunioni tecniche presso le Questure, anche con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici.
Monitoraggio e verifiche: non solo controlli
La direttiva non si limita ai metal detector. Prevede anche un sistema strutturato di monitoraggio, per valutare l’efficacia delle misure adottate e correggere eventuali criticità.
I prefetti dovranno infatti «trasmettere periodicamente […] informazioni sintetiche e strutturate sulle principali iniziative promosse e sugli esiti riscontrati in termini di riduzione dei rischi».
Con la firma della direttiva, ora si passa dalla discussione all’attuazione. Saranno i territori, caso per caso, a decidere se e quando ricorrere ai metal detector, all’interno di un quadro che punta a rafforzare la presenza dello Stato senza snaturare la scuola.




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