Metalmeccanici: Previsto Aumento di 43,80 Euro dalla Busta Paga di Gennaio [TABELLA]

Metalmeccanici

La stagione degli aumenti salariali entra nel vivo e il 2026 segna un passaggio chiave per i metalmeccanici coperti dal Contratto collettivo specifico di lavoro dell’automotive. Gli incrementi retributivi già definiti non solo consolidano il recupero del potere d’acquisto, ma nel 2026 beneficeranno anche della detassazione prevista dalla legge di bilancio, rendendo gli aumenti più pesanti in busta paga.

Un rinnovo che accompagna il quadriennio 2023-2026

L’intesa sottoscritta lo scorso 5 giugno Torino con Stellantis, Iveco, CNH Industrial e Ferrari disegna un percorso di crescita della paga base pari al +18,66% complessivo nel quadriennio 2023-2026. Un aumento pensato per contrastare l’inflazione e sostenere un settore attraversato da ristrutturazioni, cali produttivi e transizione industriale.

L’aumento di gennaio 2026 e il beneficio fiscale

Dal 1° gennaio 2026 scatterà la nuova tranche di aumento pari al +2%, secondo tassello del biennio finale del rinnovo. Per un lavoratore del 3° livello (ex 5° metalmeccanico) l’incremento mensile sarà di 43,80 euro, che si aggiunge al +3,7% già riconosciuto da giugno 2025 e anticipa l’ultimo +0,8% previsto per novembre 2026.

Ecco la tabella con gli aumenti fino ad ora erogati e quelli decorrenti dal 1° gennaio 2026:

La novità rilevante è che gli aumenti decorrenti dal 2026 rientrano nella detassazione introdotta dalla legge di bilancio, con un prelievo fiscale ridotto rispetto alla tassazione ordinaria: si applica il 5%. Questo significa che l’incremento netto percepito sarà più elevato, rafforzando l’impatto reale degli scatti contrattuali. Tuttavia, le case di software che si occupano di elaborazione dei cedolini paga hanno fatto già sapere che preferiscono attendere le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate prima di applicare l’aliquota agevolata.

Una crescita che incide su TFR e premi

L’aumento di gennaio 2026 non riguarda solo la paga base. Gli effetti si estendono a TFR, maggiorazioni, indennità e premi di risultato, che crescono in modo automatico. In CNH Industrial, Iveco e Stellantis resta l’aggancio proporzionale del premio alla retribuzione annua.

Stellantis: premio più legato agli stabilimenti

In Stellantis il premio di risultato è stato inoltre rivisto: eliminata la soglia sul free cash flow e maggiore peso agli indicatori locali. Il valore massimo teorico del premio sale così fino all’11,55%, rendendo ancora più rilevante l’effetto combinato tra aumento contrattuale e detassazione dal 2026.