La pubblicazione degli stipendi netti di febbraio continua a subire ritardi e, nelle ultime ore, emerge con maggiore chiarezza la vera causa dello slittamento: l’interpretazione della norma contrattuale relativa al pagamento dell’una tantum prevista dal contratto scuola. L’una tantum è parte dell’arretrato che spetta a docenti e ATA per il rinnovo del CCNL 2022-2024.
Questo intoppo sta provocando il ritardo per tutti: dalla scuola fino alle funzioni centrali, passando per le funzioni locali.
Secondo quanto riferito da fonti sindacali, fino a ieri l’importo una tantum risultava correttamente inserito nella rata ordinaria di febbraio, mentre oggi non comparirebbe più per due categorie precise di lavoratori:
- il personale a tempo determinato;
- il personale immesso in ruolo dal 1° settembre 2024.
Il cambio improvviso di scenario lascia intendere che sia in corso un approfondimento normativo, con la conseguente sospensione o modifica delle elaborazioni stipendiali.
Il problema nascerebbe dall’interpretazione del contratto
Il contratto scuola prevede l’erogazione di un importo una tantum come misura transitoria, ma la formulazione della norma non chiarisce in modo esplicito se il beneficio spetti a tutto il personale oppure solo ad alcune tipologie contrattuali.
In un primo momento, il sistema di calcolo aveva incluso l’una tantum all’interno della rata ordinaria di febbraio per tutti i dipendenti. Successivamente, però, l’importo è stato rimosso dai cedolini di:
- personale a tempo determinato;
- personale di ruolo con decorrenza giuridica ed economica dal 1° settembre 2024.
Questo cambiamento suggerisce che l’amministrazione stia valutando se l’una tantum sia riconoscibile solo al personale in servizio a tempo indeterminato già in forza prima di una certa data, oppure se debba estendersi anche ai supplenti annuali e ai neoassunti.
Personale escluso e incertezza sui pensionati
Al momento, la situazione appare particolarmente confusa per tre gruppi:
- Docenti e ATA a tempo determinato, che oggi non visualizzano più l’una tantum;
- Neoassunti dal 1/9/2024, inizialmente inclusi e poi esclusi;
- Pensionati, per i quali non si hanno ancora indicazioni ufficiali.
Non è chiaro se l’una tantum debba essere riconosciuta anche al personale cessato dal servizio nel corso del 2024 o se l’erogazione sia limitata ai soli dipendenti attivi in una determinata finestra temporale. Questa incertezza normativa rende difficile completare i calcoli definitivi.
Perché NoiPA ha fermato la pubblicazione dei netti
La scelta di rinviare la pubblicazione dei netti sembra quindi dettata dalla necessità di evitare errori che potrebbero generare:
- ricalcoli successivi;
- conguagli complessi;
- malcontento generalizzato tra i lavoratori.
È probabile che NoiPA abbia deciso di “prendere tempo” per ottenere un’interpretazione definitiva sulla spettanza dell’una tantum, prima di rendere visibili importi che potrebbero risultare sbagliati o incompleti.
Il rischio principale, infatti, è quello di pubblicare cedolini con importi diversi a seconda delle categorie, senza una base giuridica solida, generando contenziosi e richieste di chiarimento da parte delle scuole e dei dipendenti.
Tabella riassuntiva





