Il 12 febbraio si sono chiuse le lavorazioni dell’Assegno di Inclusione e nei fascicoli è comparsa la data di accredito, prevista per venerdì 13 gennaio. Ma l’attenzione dei percettori si sta concentrando soprattutto sugli importi: in molti casi le ricariche risultano molto basse, anche di 10, 20 o 40 euro.
Ecco alcuni esempi:


Gli accrediti riguardano arretrati, prime mensilità e situazioni pregresse sospese. Tuttavia, per chi ha la prima mensilità allineata ai redditi familiari e al ISEE 2026, la sorpresa è amara. Anche un aumento minimo dei redditi dichiarati comporta una riduzione significativa dell’importo spettante.
Redditi più alti, assegno più basso
Il meccanismo di calcolo dell’Assegno di inclusione tiene conto di tutti i redditi del nucleo: redditi da lavoro, trattamenti assimilati, NASpI, pensioni, indennità varie e persino strumenti come la Carta acquisti (per approfondire clicca qui).
Anche incrementi modesti di queste prestazioni rispetto all’anno precedente incidono sulla quota integrativa, facendo scendere la ricarica mensile a cifre molto contenute. È per questo che molti beneficiari stanno visualizzando importi inferiori ai 100 e persino ai 50 euro e, in alcuni casi, addirittura poche decine di euro. La situazione si replicherà a fine febbraio, con la ricarica mensile.
Legge di Bilancio 2026: prima ricarica ridotta del 50%
A pesare ulteriormente sugli importi c’è una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Al termine di ogni ciclo di erogazione, la prima ricarica del nuovo periodo viene ridotta del 50%.
In compenso è stato eliminato il mese di stop obbligatorio che in precedenza interrompeva il beneficio. Questo significa continuità nei pagamenti, ma con una prima mensilità dimezzata.
Effetto combinato su molte famiglie
La combinazione tra redditi leggermente più alti e riduzione del 50% della prima ricarica sta producendo accrediti molto bassi. Per molte famiglie il mese di febbraio è quindi un momento di verifica concreta: non si tratta di errori, ma dell’applicazione delle nuove regole di calcolo previste per il 2026.




