Abbiamo già parlato dell’aumento delle pensioni in arrivo a marzo, ma non ci siamo soffermati a sufficienza sul fatto che l’incremento spetti anche ai titolari di pensione di invalidità civile e di assegno sociale (conosciuto ai più ancora come pensione sociale).
Non ovviamente per il taglio dell’Irpef che verrà applicato sul prossimo cedolino, visto che entrambe le prestazioni sono esentasse, quanto l’incremento al milione, quella maggiorazione sociale che viene riconosciuta – al soddisfarsi di determinati requisiti e al raggiungimento dei limiti di età previsti dalla normativa – anche su invalidità civile e assegno sociale.
Nel dettaglio, l’incremento al milione è quella misura con cui il lontano governo Berlusconi del 2001 ha portato, per una platea limitate di persone, i trattamenti previdenziali e assistenziali a raggiungere la soglia di 1 milione delle vecchie lire; uno strumento che è rimasto anche negli anni successivi a sostegno delle fasce di reddito più basse, identificate come titolari di pensione pari o inferiore al trattamento minimo fissato dalla legge, o appunto di prestazioni assistenziali come invalidità ed (ex) pensione sociale.
Anche questi quindi beneficiano dell’aumento previsto dalla legge di Bilancio 2026 che porta da 8 a 20 euro mensili la maggiorazione sull’incremento al milione. Un aumento che decorre da gennaio ma che si applica solo da marzo con l’aggiunta degli arretrati per le due mensilità precedenti.
Pensione di invalidità, il nuovo importo con l’incremento al milione
Quest’anno la pensione di invalidità civile ha un importo pari a 340,71 euro mensili. Spetta a coloro che hanno un reddito inferiore a 20.029,55 euro nel caso di invalidità al 100%, mentre se compresa tra 74% e 99% il limite passa a 5.852,21 euro.
Nel primo caso però l’importo può aumentare per effetto dell’incremento al milione, per il quale si prende come riferimento la pensione minima aumentata di una quota fissa, pari a 136,44 euro.
Considerando che quest’anno il trattamento minimo Inps è pari a 611,85 euro, la quota massima che si può raggiungere è pari a 748,29 euro. Sulla pensione di inabilità, quindi, da gennaio si applica un aumento di 407,58 euro che ricordiamo spetta già al compimento dei 18 anni in applicazione di quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 2020.
Va detto che da gennaio l’Inps ha cessato di pagare gli 8 euro di aumento sull’incremento al milione che erano stati introdotti nel 2025, proprio in funzione di dover attendere le novità dell’ultima legge di Bilancio che lo hanno portato a 20 euro.
Aumento che per la prima volta viene pagato a marzo appunto, quando la pensione di invalidità viene portata a 768,29 euro. Complessivamente, considerando anche gli arretrati, l’aumento in arrivo con il prossimo cedolino sarà di 60 euro.
Ma attenzione, non per tutti. Non basta essere titolare di pensione di inabilità per avere diritto all’incremento in quanto serve soddisfare anche degli ulteriori requisiti reddituali: 9.727,77 euro per il pensionato solo, 16.828,89 euro in presenza anche dei redditi del coniuge.
Assegno sociale, il nuovo importo con l’incremento al milione
Conosciuto ancora come pensione sociale, per quanto riferisca a uno strumento differente, anche l’Assegno sociale gode della stessa maggiorazione. In questo caso, però, l’incremento al milione si applica al compimento dei 70 anni di età.
I limiti di reddito sono gli stessi previsti per avere diritto alla prestazione, quindi 7.101,12 euro nel caso del pensionato solo e 14.202,24 euro in presenza di redditi coniugali.
Ricordiamo che oggi l’importo dell’Assegno sociale, senza maggiorazione, è pari a 546,24 euro (ma solo per chi ha reddito pari a zero e non supera i 7.101,12 euro di reddito coniugale): con l’incremento sale a 748,29 euro, con un incremento quindi di 202,05 euro.
Anche in questo caso, però, da marzo si applica una maggiorazione, pari a 20 euro, con l’Assegno sociale che quindi può raggiungere l’importo massimo di 768,29 euro. Vale quanto detto per la pensione di invalidità civile: l’incremento complessivo, comprensivo di arretrati, sarà quindi di 60 euro.




