Pensioni: INPS Sblocca la Ricongiunzione tra Gestione Separata e Casse Professionali

Per anni è stata una delle zone grigie più frustranti della previdenza italiana. Oggi non lo è più.
Con una nuova circolare, l’INPS ha ufficialmente aperto alla ricongiunzione dei contributi tra Gestione Separata e Casse professionali private, recependo un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza. Una svolta che può incidere in modo concreto sulla pensione di migliaia di professionisti con carriere discontinue o ibride.

La chiusura durata anni è finita

La Gestione Separata, nata nel 1995, è sempre stata trattata come un sistema “a parte”. Interamente contributiva, fuori dagli schemi tradizionali dell’assicurazione generale obbligatoria, per lungo tempo è rimasta esclusa dall’applicazione delle regole sulla ricongiunzione.

Questo approccio ha prodotto un effetto chiaro: posizioni previdenziali spezzate, difficili da unificare e spesso penalizzanti sul piano pensionistico. La Corte di Cassazione ha però ribaltato il tavolo, affermando che il diritto alla ricongiunzione previsto dalla legge non può essere negato per mere differenze tecniche di calcolo. L’INPS, oggi, prende finalmente atto di questa impostazione.

Ricongiunzione possibile in entrambe le direzioni

Il messaggio è netto: la ricongiunzione è ammessa sia dalla Gestione Separata verso la Cassa professionale, sia dalla Cassa verso la Gestione Separata.
Quest’ultima opzione rappresenta la vera novità, perché fino a oggi era sostanzialmente preclusa.

Attenzione però: non si tratta di un “liberi tutti”. La ricongiunzione deve essere totale, non può riguardare singoli periodi e non può includere contributi che hanno già prodotto una pensione. Inoltre, restano esclusi i periodi anteriori al 1° aprile 1996, data di effettiva operatività dell’obbligo contributivo nella Gestione Separata.

Quanto costa davvero la ricongiunzione

Qui si gioca la partita più delicata. La circolare chiarisce un punto chiave: niente più riserva matematica.
Il vecchio metodo, tipico dei sistemi retributivi, è considerato incompatibile con la natura contributiva della Gestione Separata.

Il costo viene determinato con il calcolo a percentuale. In concreto, si applica l’aliquota IVS vigente alla data della domanda – pari al 33% nel 2025 – alla retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti. Il calcolo rispetta i limiti di minimale e massimale contributivo e, dall’importo così ottenuto, vengono sottratti i contributi trasferiti dalle altre gestioni.

Il risultato è l’onere netto che il professionista deve valutare se sostenere.

Gli effetti sulla pensione: cosa cambia davvero

Dal punto di vista giuridico, i periodi ricongiunti contano come se fossero sempre stati lì: mantengono la collocazione temporale originaria e producono effetti retroattivi sul diritto alla pensione.

Sul piano economico, invece, le regole sono più rigide. Il montante contributivo derivante dalla ricongiunzione viene rivalutato solo a partire dall’anno successivo alla domanda, secondo le logiche del sistema contributivo. Anche la decorrenza della pensione non può essere anticipata: scatta dal primo giorno del mese successivo alla richiesta.

Opportunità reale, ma non automatica

La riapertura della ricongiunzione tra Gestione Separata e Casse professionali è una svolta storica, ma non è una scelta da fare a occhi chiusi. Costi, età anagrafica, prospettive di carriera e alternative come cumulo o totalizzazione rendono necessaria un’analisi attenta.

Il segnale, però, è chiaro: la Gestione Separata non è più una gabbia previdenziale. Per molti professionisti, oggi, si apre finalmente una strada concreta verso una pensione più ordinata e leggibile.