C’è una data che molti rischiano di sottovalutare, ma che può fare la differenza tra utilizzare fino all’ultimo euro oppure perdere tutto. La Carta Dedicata a Te sta per arrivare a un passaggio decisivo: chi non ha ancora speso l’intero importo deve fare attenzione. Le somme, infatti, non resteranno disponibili per sempre.
Ecco cosa sta per succedere e cosa devono sapere i beneficiari.
Carta Dedicata a Te: chi sono i beneficiari
La Carta Dedicata a Te è la misura destinata alle famiglie con ISEE basso, individuate direttamente dall’INPS e dai Comuni.
I beneficiari devono:
- avere un ISEE entro 15.000 euro,
- essere iscritti all’anagrafe,
- preferibilmente far parte di una famiglia composta da almeno 3 componenti,
- non percepire altre misure incompatibili (come Assegno di Inclusione, NASpI, Carta Acquisti, ecc.).
La carta, rilasciata tramite Poste Italiane, è stata caricata lo scorso autunno con 500 euro una tantum.
Cosa si può comprare con i 500 euro
La Carta Dedicata a Te funziona come una normale prepagata, ma esclusivamente nei negozi convenzionati per acquisti alimentari. La carta, infatti, può essere utilizzata solo per beni alimentari di prima necessità. Sono ammessi, ad esempio:
- Pasta, pane, riso,
- Carne e pesce,
- Latte e prodotti da forno,
- Frutta e verdura.
A differenza degli anni passati, non è più possibile acquistare:
- carburanti,
- abbonamenti per i mezzi di trasporto.
Inoltre, restano esclusi gli alcolici e tutti i prodotti non alimentari.
I 500 euro vanno spesi entro febbraio
Il Governo ha fissato due scadenze: una per l’attivazione della Carta Dedicata a Te e una per la sua disattivazione. Nel dettaglio:
- andava attivata entro il 16 dicembre 2025;
- verrà disattivata dal 28 febbraio 2026.
Pertanto, entro il 28 febbraio i 500 euro devono essere spesi integralmente e le eventuali somme residue verranno disattivate. Questo significa che i soldi non utilizzati andranno persi e non saranno più recuperabili dopo la scadenza.
Carta Dedicata a Te: cosa succede ai soldi non spesi
La scadenza del 28 febbraio non è solo una data indicativa, ma è stabilita chiaramente dal decreto attuativo della misura. Tale decreto stabilisce anche cosa succede dal punto di vista amministrativo:
- Poste Italiane, che gestisce operativamente la carta, dovrà trasmettere entro il 30 marzo 2026 una rendicontazione finale delle risorse utilizzate al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
- Il Ministero informerà poi il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Successivamente:
- Entro il 30 aprile 2026, Poste Italiane effettuerà un monitoraggio delle risorse residue.
- Le somme avanzate verranno accreditate sul conto del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, attraverso cui viene gestita la misura di sostegno.
In pratica, tutto ciò che non verrà speso entro il 28 febbraio tornerà nel circuito istituzionale e sarà oggetto di verifica e riallocazione secondo le procedure previste dal decreto.




