La data è ufficiale: le pensioni di marzo 2026 saranno pagate lunedì 2 marzo, perché il 1° cade di domenica. Gli importi sono già visibili nel cedolino e includono diverse novità, dagli aumenti per invalidità civile alla riduzione dell’Irpef per molti pensionati, fino agli arretrati di gennaio e febbraio.
Ecco cosa sapere su date, importi e cambiamenti nel dettaglio.
Pagamento pensioni marzo 2026: perché arriva il 2 marzo
Come ogni mese, l’accredito della pensione avviene il primo giorno bancabile. Poiché il 1° marzo è festivo (domenica), il pagamento slitta automaticamente a lunedì 2 marzo 2026 (tranne che per i titolari BancoPosta che dovrebbero riscuotere l’1 anche se domenica).
L’accredito riguarda:
- pensioni di vecchiaia,
- pensioni anticipate,
- pensioni di invalidità,
- assegni sociali,
- prestazioni di accompagnamento alla pensione.
La conferma la si ottiene consultando il Fascicolo Previdenziale INPS, dove oltre la data compare anche l’importo in pagamento:

Soffermiamoci sull’importo.
Pensione di invalidità civile 2026: importo base e limiti di reddito
Nel 2026 la pensione di invalidità civile ha un importo pari a 340,71 euro al mese.
Spetta a chi rispetta determinati limiti di reddito:
- Invalidità al 100%: con un reddito non superiore a 20.029,55 euro.
- Invalidità tra 74% e 99%: con un reddito non superiore a 5.852,21 euro.
Si tratta di soglie fondamentali per mantenere il diritto alla prestazione.
Incremento al milione: assegno fino a 748,29 euro
Ma per gli invalidi totali (100%) è previsto l’aumento cosiddetto “incremento al milione”, uno strumento introdotto per la prima volta dal Governo Berlusconi nel 2001. Nel 2026:
- Trattamento minimo riconosciuto dall’INPS è di 611,85 euro.
- Questo può aumentare per effetto dell’incremento al milione, per il quale si prende come riferimento la pensione minima aumentata di una quota fissa, pari a 136,44 euro.
- Pertanto, sommando il trattamento minimo alla quota fissa aggiuntiva, l’importo massimo raggiungibile è di 748,29 euro (la somma visibile nella foto sopra).
Sulla pensione di inabilità si applica quindi un aumento di 407,58 euro rispetto all’importo base. Questo incremento spetta già dal compimento dei 18 anni, come stabilito dalla sentenza n. 152 del 2020 della Corte Costituzionale.
Pensionati non invalidi: Irpef più bassa e aumento nel netto
Buone notizie anche per molti pensionati non invalidi. Da marzo 2026 scatta la riduzione della seconda aliquota Irpef:
- dal 35% al 33%
- per redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro
La misura riguarda sia i titolari di pensione che i percettori di prestazioni di accompagnamento alla pensione. L’effetto è immediato: il netto mensile aumenta già dal cedolino di marzo, senza necessità di fare domanda.
A tal proposito, nel cedolino della pensione di marzo possono essere presenti anche gli arretrati relativi a gennaio e febbraio, dovuti proprio all’applicazione della nuova aliquota Irpef.
L’acconto dell’addizionale comunale fa scendere il netto
Tuttavia, a far diminuire il netto della pensione di marzo ci pensa l’acconto dell’addizionale comunale. Le addizionali vengono calcolate in percentuale sul reddito percepito: le aliquote di riferimento variano in base alla zona di residenza, infatti sono le amministrazioni regionali e locali a stabilirle.
A partire dalla pensione di marzo, quindi, i pensionati si vedranno decurtare il 30% dell’imposta dovuta a titolo di addizionale comunale a titolo di acconto per il 2026.
Cosa controllare nel cedolino della pensione di marzo
Per evitare sorprese sulla pensione di marzo è importante accedere al proprio Fascicolo Previdenziale INPS e verificare:
- data valuta (2 marzo 2026),
- importo lordo,
- trattenute Irpef aggiornate,
- eventuali arretrati,
- presenza di addizionali.
Il mese di marzo segna dunque un passaggio importante: tra nuove aliquote, aumenti per invalidità e conguagli, molti pensionati vedranno cambiare l’importo rispetto ai mesi precedenti.




