Assegno Unico, Settimana Decisiva: da Marzo Può Aumentare grazie al Nuovo ISEE

C’è una scadenza che può fare la differenza sull’importo dell’Assegno Unico che arriva ogni mese sul conto. Non si tratta di una nuova domanda né di un bonus aggiuntivo, ma di un passaggio fondamentale per evitare di ricevere meno di quanto spetterebbe davvero. Entro fine febbraio, infatti, si gioca una partita decisiva: bisogna rinnovare l’ISEE.

Chi non aggiorna l’ISEE in tempo rischia di vedersi applicare importi non allineati alla propria reale situazione economica. Con conseguenze economiche importanti.

Perché l’ISEE va rinnovato entro il 28 febbraio

Entro sabato 28 febbraio va rinnovato l’ISEE ai fini dell’Assegno Unico. Questo passaggio consente all’INPS di ricalcolare correttamente l’importo spettante a partire da marzo.

A febbraio l’Istituto ha sì applicato l’aumento dell’1,4% (l’adeguamento all’inflazione) ma utilizzando il valore dell’indicatore vecchio. Da marzo, invece, gli importi verranno determinati sulla base dell’ISEE aggiornato per il 2026.

Questo significa che sarà proprio il nuovo indicatore a stabilire l’importo spettante per tutto l’anno. Se l’ISEE non viene rinnovato in tempo, l’assegno verrà calcolato con riferimento alla fascia massima, cioè quella meno favorevole. La fascia massima parte da un ISEE di 46.582,71 euro: chi non lo presenta, infatti, per i figli a carico riceve la stessa cifra di chi ha un ISEE superiore a questo limite, quindi 58,30 euro per i figli minorenni e 29,10 euro per i figli maggiorenni.

Cosa cambia da marzo

L’Assegno Unico è una misura “universale”, ma l’importo varia in modo significativo in base alla situazione economica del nucleo familiare. Con l’aggiornamento dell’ISEE:

  • chi ha un indicatore più basso potrà ottenere un importo più alto;
  • chi ha una situazione economica migliorata potrebbe ricevere una cifra più bassa rispetto al 2025;
  • verranno applicate correttamente anche eventuali maggiorazioni.

Da marzo, quindi, l’INPS utilizzerà il nuovo indicatore per fissare l’importo valido per tutto il 2026 (a meno che non si registrino nuove variazioni). È per questo che la scadenza di fine febbraio è così importante.

I dati ufficiali dimostrano quanto l’ISEE incida sull’importo

I numeri dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico confermano quanto sia centrale l’ISEE nel determinare l’importo.

Nei primi dieci mesi del 2025 sono stati erogati alle famiglie assegni per 16,4 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,9 miliardi del 2024. Nel 2025 sono 6.253.637 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno, per un totale di 9.895.565 figli.

L’importo medio per figlio a ottobre 2025, comprensivo delle maggiorazioni, è stato di 174 euro. Ma la differenza tra una fascia ISEE e l’altra è evidente:

  • circa 58 euro per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (pari a 45.939,56 euro nel 2025);
  • fino a 224 euro per chi rientra nella fascia minima (17.227,33 euro nel 2025, innalzata a 17.468,51 euro nel 2026).

La distanza tra 58 e 224 euro al mese per figlio dimostra in modo concreto quanto sia fondamentale aggiornare l’ISEE: senza un valore valido, si rischia di ricevere l’importo minimo anche se la propria situazione economica darebbe diritto a una cifra decisamente più alta.

Perché aggiornare l’ISEE conviene a tutte le famiglie

Aggiornare l’ISEE non è solo un adempimento burocratico, ma uno strumento per ottenere un assegno che rispecchi davvero la condizione economica del nucleo familiare.

Dal momento che da marzo l’INPS determinerà l’importo dell’Assegno Unico per l’intero 2026 sulla base del nuovo indicatore, muoversi entro il 28 febbraio significa evitare ritardi, conguagli e possibili perdite temporanee di somme spettanti. Chi buca la scadenza del 28 febbraio ha comunque una seconda opportunità: rinnovandolo entro il 30 giugno può comunque beneficiare degli arretrati decorrenti da marzo. Perde gli arretrati, invece, chi aggiorna l’ISEE da luglio.

Con milioni di famiglie coinvolte e miliardi di euro erogati ogni anno, i dati ufficiali dimostrano che l’ISEE non è un dettaglio tecnico, ma il vero elemento che fa la differenza sull’importo finale.