Altri 420mila dipendenti di Regioni ed enti locali hanno il contratto rinnovato per il triennio 2022/24. La firma definitiva è tra Aran e sindacati è arrivata il 23 febbraio dopo la certificazione della Corte dei conti. Il ministro per la Pa Paolo Zangrillo parla di passo avanti. Contraria la Cgil Fp che non ha sottoscritto questa intesa così come il rinnovo dei CCNL Istruzione Ricerca e Funzioni Centrali.
Ora l’attenzione si concentra soprattutto su aumenti e arretrati, che entreranno concretamente nei cedolini paga di che NoiPA emetterà a marzo.
Aumenti medi da 144 euro: cosa cambia in busta paga
Per circa 405mila dipendenti l’incremento medio è pari a 144 euro lordi al mese. Si tratta dell’aumento a regime previsto dal rinnovo 2022/24.
Gli importi saranno visibili da marzo, con l’adeguamento stabile dello stipendio tabellare. Una parte dell’indennità di comparto viene infatti assorbita nel tabellare, rafforzando la base fissa della retribuzione. Questo intervento ha effetti anche previdenziali, seppur contenuti.
È importante distinguere questi aumenti strutturali dagli arretrati: i 144 euro rappresentano l’aumento della nuova base mensile, mentre gli arretrati riguardano il periodo già trascorso.
Arretrati fino a 1.728 euro: il ruolo dell’IVC
Gli arretrati medi si attestano intorno a 1.728 euro pro capite. L’importo è più contenuto rispetto ad altri rinnovi perché durante il triennio è stata già riconosciuta un’indennità di vacanza contrattuale (IVC) maggiorata.
Nel calcolo degli arretrati, gli enti dovranno quindi sottrarre quanto già corrisposto a titolo di IVC 2022/24. Dovrà invece essere esclusa l’IVC relativa al 2025, in pagamento da aprile scorso.
Questo doppio passaggio tecnico richiederà verifiche puntuali da parte degli uffici del personale.
Erogazioni di marzo e controlli fiscali sopra i 2.500 euro
A marzo dovrebbero arrivare sia gli aumenti a regime sia gli arretrati in un’unica soluzione.
Tuttavia, per importi superiori a 2.500 euro scatteranno controlli fiscali preventivi. Dal 1° gennaio è obbligatorio verificare l’eventuale presenza di cartelle esattoriali arretrate per almeno 5mila euro prima di procedere al pagamento.
Con gli arretrati, molti dipendenti locali supereranno la soglia dei 2.500 euro. Questo potrebbe comportare tempi tecnici leggermente più lunghi per alcuni accrediti, legati alle verifiche previste dalla normativa vigente.




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