427.898 Metalmeccanici dicono Sì al Contratto: Conferme per Busta Paga e Sindacati

Con il 93,13% dei voti favorevoli la consultazione certificata tra i lavoratori metalmeccanici ha sancito l’approvazione definitiva del rinnovo del Ccnl Federmeccanica–Assistal. Il voto, espresso dopo una campagna informativa durata oltre due mesi e migliaia di assemblee nei luoghi di lavoro, non è un mero atto formale: significa che l’intesa siglata il 22 novembre 2025 entra a pieno titolo in vigore, con tutti gli effetti concreti su salario, welfare e diritti.

Secondo quanto riportano Fim, Fiom e Uilm in un comunicato unitario la consultazione culmina al termine di una campagna informativa durata oltre due mesi, che ha registrato numeri significativi:

  • 7.549 assemblee nei luoghi di lavoro.
  • coinvolgimento di 852.196 dipendenti.
  • di cui 464.287 votanti con questi esiti: 427.898 voti favorevoli, 31.554 contrari, 4.286 schede bianche e 1.080 nulle.

Aumento salariale di 205 euro e clausola di garanzia

Uno dei punti qualificanti del nuovo contratto è l’aumento complessivo di 205 euro nel triennio di vigenza. Questo incremento non è “bloccato” al valore nominale: la clausola di garanzia legata all’indice IPCA NEI assicura che, in caso di accelerazione dell’inflazione, gli aumenti contrattuali vengano adeguati verso l’alto.

Per il livello C3 gli aumenti indicati sono:

  • 27,70
  • 53,17
  • 59,58
  • 64,87

Per un aumento totale al livello C3 pari a 205,32 euro. Ecco la tabella completa per tutti i livelli del CCNL Industria Metalmeccanica:

Welfare da 250 euro: confermato e strutturale

Il contratto stabilisce anche la conferma del welfare di 250 euro annui per ciascun lavoratore. Per il 2026 l’erogazione avverrà entro febbraio; dal 2027 in avanti la scadenza è fissata entro il 1° giugno di ogni anno. Il benefit può essere speso in beni e servizi o, scelta sempre più diffusa, destinato alla previdenza complementare, rafforzando la protezione sociale dei lavoratori.

Nuove tutele su permessi, malattia e Legge 104

Dal 2026 sono previste 10 ore annue di permessi retribuiti per lavoratori con patologie oncologiche, croniche o invalidanti (invalidità pari o superiore al 74%) e per genitori di figli minorenni nelle stesse condizioni. Si tratta dei permessi aggiuntivi della Legge 106 che si integrano a quelli previsti dalle Legge 104.

È introdotto un congedo straordinario fino a 24 mesi con conservazione del posto di lavoro, fruibile anche in modo frazionato, una volta esauriti gli altri istituti contrattuali.

Dopo il superamento del comporto, sono riconosciuti ulteriori giorni di tutela con integrazione salariale fino all’80%, in base all’anzianità aziendale.

Previsti anche 3 giorni annui retribuiti all’80% per malattia dei figli fino a 4 anni e una priorità nell’accesso allo smart working al rientro dal congedo.

Il significato del voto favorevole: vittoria per il sindacato

Il risultato della consultazione certificata non è soltanto un dato percentuale. È una legittimazione piena e diretta dell’intesa e dell’azione sindacale di Fim, Fiom e Uilm da parte della base (iscritti e non). Con oltre il 93% di voti favorevoli, le lavoratrici e i lavoratori hanno scelto consapevolmente di sostenere il rinnovo contrattuale e il percorso unitario che lo ha reso possibile, comprese le 40 ore di sciopero che non si vedevano da 20 anni, necessarie per spingere gli Industriali a rinnovare.

Il voto rappresenta anche una risposta chiara ai detrattori dell’accordo. In questi mesi non sono mancate critiche, soprattutto da parte di sindacati di base e di chi ha messo in discussione l’utilità stessa della contrattazione nazionale. C’è chi ha sostenuto che l’intesa fosse insufficiente, chi ha parlato di resa e chi ha affermato che il ruolo del sindacato sia ormai marginale. L’esito della consultazione smentisce queste letture.

Un consenso così ampio dimostra che la maggioranza dei metalmeccanici riconosce nella contrattazione collettiva uno strumento ancora centrale per difendere salario, diritti e tutele. Non si tratta solo dell’aumento di 205 euro, ma di un pacchetto complessivo che comprende la clausola di garanzia legata all’IPCA NEI, il welfare da 250 euro e nuove protezioni su malattia, permessi e Legge 104.

L’approvazione rafforza quindi il mandato delle organizzazioni sindacali. Fim, Fiom e Uilm escono da questa consultazione con una legittimazione politica e contrattuale più solida, utile anche per affrontare le prossime sfide: crisi industriali, transizione tecnologica, difesa dell’occupazione e sviluppo della contrattazione aziendale.

Con lo scioglimento della riserva, l’accordo diventa pienamente operativo e vincolante per imprese e lavoratori. Ma, allo stesso tempo, segna un punto importante nel dibattito interno alla categoria: il sindacato non è un soggetto residuale. Quando costruisce risultati concreti e li sottopone al voto, ottiene un mandato forte che ne rilancia ruolo e credibilità.