Indumenti Protettivi, Metalmeccanici e Installatori Sotto Controllo: Col Decreto si Cambia

Indumenti di lavoro, arrivano novità importanti per la sicurezza dei dipendenti. Con il Decreto Legge n. 159/2025, convertito dalla Legge n. 198/2025, anche gli abiti da lavoro saranno soggetti a controlli ispettivi più rigorosi. L’obiettivo è garantire che chi opera in ambienti a rischio abbia sempre a disposizione abiti sicuri, igienici e conformi alle norme sui dispositivi di protezione individuale.

La circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) n. 1 del 23 febbraio 2026 fornisce indicazioni chiare su come verranno effettuati i controlli.

Decreto Sicurezza e indumenti di lavoro: cosa cambia

L’articolo 5, comma 1, lettera g), del D.L. n. 159/2025 modifica il dettato dell’art. 77, comma 4, lettera a), del D.Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro). In pratica, il datore di lavoro:

  • Deve mantenere in efficienza i DPI.
  • Assicurare condizioni igieniche adeguate attraverso manutenzione, riparazioni e sostituzioni.
  • Applicare questi obblighi anche ai specifici indumenti di lavoro che assumono la caratteristica di DPI, individuati tramite valutazione dei rischi nel DVR.

Durante gli accertamenti ispettivi, quindi, sarà verificato che l’azienda abbia identificato correttamente quali indumenti sono da considerare dispositivi di protezione individuale e garantisca il loro corretto lavaggio e manutenzione.

Quali norme già prevedono obblighi sugli indumenti di lavoro

Non si tratta di una novità assoluta: alcuni contratti collettivi nazionali già disciplinano la materia. Ad esempio, l’Articolo 2 del CCNL Metalmeccanici stabilisce che:

  • Gli operai esposti a sostanze particolarmente sporche o rischiose devono avere indumenti protettivi in dotazione (rientrano tra questi i metalmeccanici, gli installatori, i tornitori, ecc.).
  • Devono essere messi nelle condizioni idonee per il ricambio durante il lavoro e per la custodia del proprio abito.
  • I datori di lavoro devono fornire, a proprie spese, divise o abiti speciali quando richiesti.

Già il Testo Unico 2008 (normativa di riferimento) e diverse circolari ministeriali, come la n. 34/1999, prevedono che gli indumenti protettivi siano considerati DPI quando proteggono da rischi chimici o fisici, con l’obbligo del datore di lavoro di lavaggio e manutenzione.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 18573/2007 ha ribadito che questi obblighi sono vincolanti, confermando la tutela dei lavoratori anche sul fronte della pulizia degli abiti forniti dall’azienda.

Perché il controllo ispettivo è importante

Spesso gli indumenti vengono considerati semplicemente “divise” o “abiti di servizio”, e non come dispositivi di protezione. Ciò comporta che:

  • non vengano lavati a spese del datore di lavoro;
  • possano entrare in contatto con la biancheria domestica, esponendo i lavoratori a sostanze chimiche o contaminanti.

Con le novità introdotte dal Decreto Sicurezza e comunicate dall’INL, i controlli puntano proprio a evitare queste pratiche scorrette. Il datore di lavoro dovrà dimostrare, tramite il DVR, quali indumenti hanno funzione protettiva e assicurare la loro manutenzione e igienizzazione secondo le indicazioni del fabbricante.

Qualità e materiali degli indumenti: sicurezza e comfort

Oltre alla pulizia e alla manutenzione, è importante che gli indumenti da lavoro siano:

  • adeguati,
  • comodi,
  • realizzati con materiali idonei.

Le fibre sintetiche moderne, ad esempio, devono essere scelte con attenzione per evitare irritazioni o problemi cutanei, soprattutto in laboratori o ambienti chimici. La praticità e il comfort vengono prima dell’estetica, senza dimenticare però un minimo decoro necessario alla presenza professionale.

Divise da lavoro, sintesi delle novità

Alla luce di quanto detto finora, quindi:

  • Il Decreto n. 159/2025 rafforza gli obblighi del datore di lavoro sugli indumenti di lavoro considerati DPI.
  • L’INL controllerà che nel DVR siano individuati correttamente gli indumenti protettivi.
  • Divise e indumenti con funzione protettiva devono essere forniti, lavati e manutenuti dal datore di lavoro.
  • I CCNL, come quello dei Metalmeccanici (Art. 2), già prevedono norme simili.
  • Le indicazioni del Testo Unico 2008 e delle sentenze della Cassazione rimangono fondamentali.

Con queste misure, sicurezza e igiene negli ambienti di lavoro diventano più controllabili, e i lavoratori hanno maggior tutela anche sugli indumenti quotidiani forniti dall’azienda.