Nel 2026 molti metalmeccanici potranno avere fino a 1.500 euro in più l’anno grazie alla tassazione ridotta su alcune voci della busta paga. La legge di Bilancio ha infatti introdotto un’aliquota agevolata del 15 per cento sulle maggiorazioni legate a specifiche condizioni di lavoro, tipiche del settore industriale. Il chiarimento è arrivato direttamente dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026. Il documento di prassi riguarda tutti i lavoratori, questo focus riguarda tutti i lavoratori metalmeccanici e dell’industria in genere.
Il beneficio riguarda le indennità e le maggiorazioni per lavoro notturno, lavoro festivo, lavoro su turni e prestazioni svolte nel giorno di riposo settimanale. Si tratta di situazioni molto diffuse nelle fabbriche metalmeccaniche, dove molte linee produttive funzionano su più turni e anche nei fine settimana.
In busta paga queste somme compariranno con una voce specifica soggetta a tassazione ridotta, applicata direttamente dal datore di lavoro mese per mese. Il vantaggio fiscale si accumula quindi progressivamente durante l’anno, fino al limite massimo di 1.500 euro complessivi. Oltre questa soglia si torna alla tassazione ordinaria.
I 1.500 euro si raggiungono sommando, durante l’anno, le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, su turni o nel giorno di riposo settimanale tassate con aliquota ridotta al 15%. Il datore di lavoro applica l’agevolazione mese per mese in busta paga, fino al limite massimo annuo previsto dalla legge.
Conta solo il contratto nazionale
Per accedere al beneficio c’è però una condizione molto precisa: le maggiorazioni devono essere previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato in azienda.
Non sono invece rilevanti eventuali accordi aziendali o territoriali. Se una voce retributiva nasce da un’intesa interna alla singola fabbrica ma non è prevista dal contratto nazionale, non può rientrare nella detassazione al 15 per cento.
Di conseguenza, per capire se una voce è agevolabile bisogna verificare come il contratto nazionale disciplina le indennità per lavoro notturno, i turni, le prestazioni festive e il lavoro nel giorno di riposo settimanale.
Turni, notte e manutenzione: chi può beneficiarne
Il bonus fiscale interessa soprattutto alcune figure molto presenti nelle aziende metalmeccaniche. Pensiamo agli operai turnisti su tre cicli, agli addetti alla manutenzione che intervengono durante la notte per riparare macchinari, ai tecnici reperibili nei fine settimana o ai lavoratori impiegati su linee produttive attive anche la domenica.
In questi casi, la maggiorazione per turno notturno prevista dal contratto nazionale può essere tassata al 15 per cento. Lo stesso vale per il lavoro svolto nel giorno di riposo settimanale, che di norma coincide con la domenica ma può cadere in un giorno diverso per chi lavora su turni.
Straordinario ordinario fuori dal bonus
Non tutte le ore aggiuntive rientrano nell’agevolazione. Lo straordinario semplice, cioè la prestazione oltre l’orario normale di lavoro, resta escluso dal beneficio fiscale.
Può invece rientrare la maggiorazione legata allo straordinario notturno o festivo, se prevista dal contratto nazionale.
Bisogna fare attenzione: il beneficio non si applica anche sulla indennità di reperibilità (per notturno e festivi) che viene erogata mensilmente in busta paga ma solo sulle ore di lavoro in caso di chiamata.




