Il 2026 porta novità importanti per i lavoratori italiani grazie all’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali 2024-2026. Le prime simulazioni della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro mostrano incrementi concreti in busta paga per diversi comparti, dai metalmeccanici al commercio, fino alle telecomunicazioni.
Vediamo tutto nel dettaglio secondo quanto emerso dalle elaborazioni presentate nella trasmissione “Diciotto minuti” visibile sulla web tv dei Consulenti del Lavoro e che annunciano una circolare di prossima emissione.
Quali lavoratori beneficeranno di più
In base ai calcoli dei consulenti, i vantaggi frutto della detassazione degli aumenti varieranno in base al settore:
- Commercio: da 402 fino a 851 euro per i tre livelli retributivi più comuni.
- Telecomunicazioni: incrementi tra 247 e 507 euro.
- Metalmeccanici: fino a 250 euro per i lavoratori B1 con retribuzione annua lorda intorno a 30.000 euro.
Come spiega Giuseppe Buscema della Fondazione Studi CdL, “si tratta di un beneficio economico consistente che si aggiunge agli aumenti derivanti dalla flat tax per lavoro notturno e festivo, che può arrivare fino a 690 euro”.
Come funzionano gli aumenti contrattuali
Gli incrementi decorrono in base ai diversi CCNL e ai livelli di inquadramento:
- Nel commercio, gli aumenti sono stati distribuiti in tre tranche: aprile 2024, marzo 2025 e novembre 2025, con l’ultima tranche prevista per novembre 2026;
- Nel comparto metalmeccanico, gli aumenti sono iniziati a giugno 2025 ma, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, valgono anche per i mesi precedenti del 2026;
- Per le telecomunicazioni, i tre livelli retributivi considerati mostrano incrementi proporzionati agli stipendi medi del settore.
La simulazione tiene conto di contratti a tempo pieno e part time al 60%, per valutare il vantaggio effettivo in busta paga.
Imposta sostitutiva e trattamento di ferie e superminimi
La nuova circolare dei Consulenti del Lavoro in arrivo a breve fornirà ulteriori chiarimenti anche su come gestire il trattamento di ferie e superminimi: come spiegato dall’Agenzia delle Entrate, questi ultimi possono beneficiare dell’imposta sostitutiva se riassorbibili in funzione degli aumenti contrattuali.
In sostanza, il lavoratore potrà vedere concretamente l’incremento nella sua busta paga senza che sia ridotto da trattenute ordinarie.
Cosa cambia per il 2026
Il meccanismo dell’imposta sostitutiva del 5% permette ai lavoratori con redditi fino a 33.000 euro di beneficiare di aumenti netti più consistenti. Un esempio pratico: un metalmeccanico a livello B1 riceverà fino a 250 euro extra all’anno, mentre nel commercio il vantaggio può superare gli 800 euro, come spiegato dai Consulenti del Lavoro.
In aggiunta, la flat tax del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo potrebbe aggiungere ulteriori 690 euro al totale degli aumenti, rendendo il 2026 un anno di reale crescita del reddito per molti lavoratori dei comparti più dinamici del Paese.




