A partire dal 2022 il governo guidato da Giorgia Meloni ha introdotto o riformato diversi aiuti economici per famiglie, lavoratori e persone fragili. In molti casi però si tratta di bonus con requisiti molto stringenti, tanto che numerosi potenziali beneficiari restano esclusi.
Tra limiti di reddito molto bassi, condizioni anagrafiche rigide e platee ristrette, alcune misure vengono spesso definite “bonus difficili da raggiungere”. Salvo che i nuclei familiari beneficiari si impegnino per cercare di ottenere e combinare i ‘severi’ requisiti. Il caso più citato è quello del nuovo assegno per gli anziani non autosufficienti, ma non è l’unico esempio.
Il bonus anziani da 850 euro con requisiti molto severi
La misura è stata introdotta con il cosiddetto Decreto Anziani e consiste in una nuova prestazione universale da 850 euro al mese.
Tuttavia i requisiti rendono il bonus accessibile a pochi.
Per ottenerlo bisogna:
avere almeno 80 anni di età essere affetti da disabilità gravissima certificata percepire già l’indennità di accompagnamento avere ISEE sociosanitario inferiore a 6.000 euro
Inoltre una parte dell’assegno deve essere utilizzata per pagare badanti regolarmente assunte o servizi di assistenza certificati, con controlli sulla spesa.
Proprio questi criteri molto rigidi riducono fortemente la platea dei possibili beneficiari.
L’assegno di inclusione con platea più ristretta
Dal 2024 il governo ha sostituito il Reddito di cittadinanza con l’Assegno di inclusione, gestito dall’INPS.
La misura, non più universalistica, non è destinata a tutti i nuclei in difficoltà. Può essere richiesta solo dalle famiglie che hanno al loro interno:
minori, persone con disabilità, over 60 oppure persone con carichi di cura o svantaggio sociale.
Chi non rientra in queste categorie viene escluso automaticamente. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a lunghe file degli ex Percettori RdC presso gli Ambiti Territoriali, ASL, altre strutture pubbliche, per ottenere il riconoscimento della condizione di “svantaggio”. Di fatto l’ultima chance per non perdere l’aiuto mensile in assenza dei nuovi requisiti introdotti nel 2024.
Il sussidio da 500 euro legato ai corsi di formazione
Per le persone considerate “occupabili” è stato introdotto il Supporto per la formazione e il lavoro.
Il contributo prima di 350, ora di 500 euro al mese, ma viene pagato solo se il beneficiario partecipa a: corsi di formazione, progetti di politica attiva, percorsi di inserimento lavorativo.
In molte aree però questi percorsi non sono sempre disponibili, rendendo difficile accedere al sussidio.
Bonus mamme e Carta Dedicata a Te con molti limiti
Anche altre misure hanno platee limitate.
Il bonus mamme lavoratrici, ad esempio, riguarda solo chi ha almeno due figli e non include alcune categorie di lavoratrici come colf e badanti. Da anni le madri di un solo figlio si domandano se non siano madri anche loro. Incomprensibile poi, l’esclusione delle lavoratrici domestiche, per la gran parte straniere…Forse la ragione è proprio questa: la gran parte non ha il diritto di voto.
La Carta “Dedicata a te”, invece, è assegnata automaticamente dai Comuni solo a famiglie numerose con redditi molto bassi, senza possibilità di fare domanda. Inoltre le graduatorie fatte da Inps e corrette dai comuni spesso lasciano dubbi e non sono elaborate esattamente seguendo principi di trasparenza e riscontrabili.
Per questo molti osservatori parlano di bonus che esistono sulla carta, ma che nella pratica restano difficili da ottenere.




