ISEE Più Leggero per Molte Famiglie in Queste Regioni: INPS Conferma

L’ISEE è uno degli strumenti più importanti per accedere a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali. Per questo anche piccole modifiche alle regole possono avere effetti concreti sul valore finale dell’indicatore.

Con il messaggio n. 799 del 6 marzo 2026, l’INPS ha aggiornato le istruzioni per la compilazione dell’ISEE introducendo un chiarimento rilevante: gli immobili distrutti o dichiarati inagibili a causa di calamità naturali non devono essere considerati nel calcolo dell’indicatore per il 2026.

La misura non è una novità assoluta, ma nel contesto attuale assume un peso ancora maggiore, soprattutto per le famiglie che negli ultimi mesi hanno subito gravi danni alle abitazioni.

Immobili distrutti o inagibili: cosa cambia nel calcolo dell’ISEE

L’aggiornamento delle istruzioni riguarda la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) utilizzata per ottenere l’ISEE.

In base alla norma richiamata nel messaggio INPS — prevista dall’articolo 1, comma 584 della Legge di Bilancio 2026 —  “per l’anno 2026 non rilevano nel calcolo dell’ISEE gli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali“.

Questo significa che, se una casa non è più utilizzabile perché danneggiata da eventi come alluvioni, cicloni o terremoti, il suo valore non inciderà sull’indicatore economico della famiglia.

Il chiarimento è stato inserito nelle istruzioni ufficiali per la compilazione della DSU, in modo da uniformare le modalità con cui cittadini e intermediari devono dichiarare questi immobili.

Una misura già prevista negli anni passati

L’esclusione degli immobili distrutti o inagibili dal calcolo dell’ISEE non è una novità assoluta. Negli anni scorsi erano già state introdotte norme simili per evitare che le famiglie colpite da disastri naturali risultassero economicamente più “ricche” solo perché proprietarie di una casa ormai inutilizzabile.

La logica della misura è semplice: un immobile che non può essere abitato e che ha subito gravi danni non rappresenta una reale ricchezza per il nucleo familiare.

Per questo motivo il legislatore ha confermato anche per il 2026 questa possibilità, integrandola nelle istruzioni ufficiali dell’ISEE.

Perché nel 2026 può fare davvero la differenza

Nel 2026 la norma assume un valore particolare per molte famiglie del Sud Italia. A metà gennaio il Ciclone Harry ha infatti colpito duramente diverse aree della Sicilia, della Sardegna e della Calabria, provocando danni diffusi ad abitazioni e infrastrutture.

In questi casi, l’esclusione della casa distrutta o dichiarata inagibile dal calcolo dell’ISEE può ridurre significativamente l’indicatore, permettendo alle famiglie coinvolte di accedere più facilmente a bonus, sostegni economici e prestazioni sociali.

Nessun limite geografico: la regola vale per tutta Italia

È importante chiarire che la norma non è limitata alle zone colpite dal ciclone Harry o ad alcune regioni specifiche. L’esclusione dal patrimonio immobiliare vale per qualsiasi immobile in Italia che sia stato:

  • distrutto,
  • oppure dichiarato inagibile,
  • a causa di una calamità naturale.

Quindi la regola si applica a tutti i cittadini che si trovano in questa situazione, indipendentemente dalla regione o dal tipo di evento che ha provocato il danno.

Nell’ISEE 2026 la casa vale meno per tutti

Oltre alla questione degli immobili distrutti o inagibili, nel calcolo dell’ISEE 2026 c’è un altro elemento che può abbassare il valore dell’indicatore. La prima casa è infatti esclusa dal patrimonio immobiliare fino a determinate soglie di valore:

Questo significa che, anche per chi non ha subito danni da calamità naturali, il peso della casa di abitazione nel calcolo dell’ISEE risulta più contenuto, con possibili effetti positivi sull’accesso a bonus e agevolazioni nel corso del 2026.